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La Manovra cala la scure sul trasporto pubblico, tagli ai servizi e aumenti delle tariffe
(IPM) - 18/07/2010 - 

Da diverse settimane non si fa che parlare della manovra economica che, come hanno affermato in molti, comporterà lacrime e sangue, grandi sacrifici e toccherà soprattutto, purtroppo, i bisogni e le necessità delle fasce sociali economicamente più deboli. Una manovra che è riuscita agevolmente a dimostrarsi forte con i più deboli e debole, se non inesistente, con i più forti.
Ad essere colpiti, oltre ai dipendenti pubblici, anche tutta la fascia pendolare, che si è ritrovata dall’inizio del mese di luglio le lunghe mani del Governo nelle tasche, con gli aumenti su pedaggi autostradali e adeguamenti di tariffe. Una doccia fredda che si è aggiunta allo smacco subito già nei mesi scorsi quando, per colpa dei poteri forti, si è dovuto dire addio a nuovi treni per salvaguardare gli incassi delle società petrolifere (vedi articolo).
Ancora più difficile, alla luce dell’attuazione della finanziaria, lo scenario che si viene a prospettare per tutto il settore della mobilità locale, con meno bus e metro o aumenti di biglietti e abbonamenti compresi tra il 36 e il 72%.
La manovra infatti, come evidenzia il dossier dell’Asstra, Associazione Trasporti che raccoglie tutte le aziende di trasporto pubblico locale sua pubbliche che private, stringe il collo agli Enti locali e rischia di ridurre ai minimi termini il trasporto pubblico e lascia solo due alternative alle aziende: la riduzione del servizio o un ritocco record delle tariffe.
Uno scenario che si potrebbe materializzare qualora diventassero realtà le ipotesi di tagli del 10% o del 20% alle risorse del servizio pubblico locale, tra le quali i fondi necessari per la sostituzione di autobus pari a 167 milioni di euro. A questo si aggiungono tagli ai fondi Fas con cui alcune regioni finanziano l'acquisto di nuovi mezzi e il peggioramento dei margini aziendali.
Inevitabile quindi che il settore, che non ha per definizione margini di recupero in grado di assorbire i tagli, risponderà con un aumento delle tariffe: i biglietti di autobus, metro, tram e treni, secondo l'indagine, potrebbero aumentare da un minimo del 36% ad un massimo del 78% a seconda delle ipotesi di taglio delle risorse. Un biglietto a tempo potrebbe così salire dagli attuali 1 euro di media fino ad un massimo di 1,85 euro, mentre un abbonamento mensile ordinario potrebbe schizzare mediamente da 32 a 57 euro.
Prima conseguenza diretta dei tagli sarà comunque la riduzione del servizio offerto, con diminuzione delle linee e soppressione delle corse tra i 196 milioni di chilometri l'anno ad un massimo di 392 milioni di chilometri. Per i treni regionali, relativamente però ai servizi in concessione, e non di Trenitalia, il servizio dimagrirebbe da un minimo di 3,9 milioni di treni per chilometro ad un massimo di 7,8 milioni di treni/km.
“I tagli previsti dalla manovra per il settore dei trasporti pubblici locali se verranno confermati nella ampiezza e portata prospettata, sono la condanna a morte certa del sistema dei trasporti pubblici locali come lo conosciamo oggi in Italia - commenta il presidente di Asstra Marcello Panettoni - la nostra è una previsione né fosca, né terroristica, né tantomeno politica, ma solo realistica e concreta affinché la politica e i cittadini sappiano a cosa si va incontro". In queste ore le aziende stanno pensando ad un piano "B" che non penalizzi i passeggeri: ma l'unica strada praticabile passa per un aumento delle tariffe”.
L'impatto della manovra, oltre ad influire sulla tasche o sulle scelte dei pendolari, potrebbe avere anche delle ripercussioni sul personale delle aziende di trasporto pubblico. Il dimagrimento forzato degli autoferrotranvieri sarebbe del 7,2% nei servizi urbani e dell'8,9% nei servizi extraurbani e ferroviari, con una proiezione di taglio del personale di 9.860 addetti di cui 8.120 addetti alla guida. Nel dettaglio per esempio, rischiano il posto tra i 40 e gli 80 addetti a Bari, fino a 256 a Firenze e sono a rischio licenziamento fino a 1100 dipendenti Atm e fino a 750 lavoratori delle Ferrovie Nord a Milano. A Roma (Cotral) nel mirino ci sono dai 271 ai 542 addetti, tra i 422 e gli 880 a Torino e tra i 242 e i 511 a Napoli.

 

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