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Bufera appalti su Trenitalia, la società si tutela e collabora con la Procura di Napoli
(IPM) - 06/07/2010 - 

Bufera appalti anche su Trenitalia, coinvolta in un giro di tangenti da parte di due ex dirigenti, licenziati alcuni mesi fa proprio per tali sospetti, e capaci di pilotare in modo sistematico e seriale gli incarichi relativi alla manutenzione di carrozze e locomotori.
I provvedimenti sono stati disposti dal gip di Napoli Luigi Giordano, su richiesta dei pm Henry John Woodcock e Francesco Curcio con le ipotesi di reato sono l'associazione per delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti, corruzione, riciclaggio e reimpiego dei proventi illeciti in attività economiche.
Anche grazie alla collaborazione di Trenitalia che già dal 2006 aveva rilevato attraverso le sue strutture di Audit gravi irregolarità nell’operato dell’ing. Raffaele Arena, è successivamente verificata per l’ing. Fiorenzo Carassai, la Procura di Napoli e agli organi di Polizia Giudiziaria hanno potuto ottenere tutte le informazioni per il completo e celere accertamento delle responsabilità. 
Le persone nei confronti delle quali il gip di Napoli ha disposto la custodia in carcere sono oltre a Raffaele Arena, ex dirigente responsabile del servizio manutentivo di Trenitalia, e Fiorenzo Carassai, ex responsabile di una sezione di manutenzione della società,  anche gli imprenditori napoletani Giovanni e Antonio De Luca, titolari della società Fd Costruzioni, impresa al centro dell'inchiesta.
Arresti domiciliari, invece, per Carmine D'Elia, ritenuto socio occulto di Arena. Il gip ha anche disposto il sequestro di alcune aziende, ora in corso da parte della Guardia di Finanza: oltre alla Fd Costruzioni di Napoli, il Pastificio artigianale Leonardo Carassai srl di Campofilone (Fermo), la Mavis srl e la Amg srl, entrambe di Nola (Napoli).
Nell'ambito dell'inchiesta sono indagati altri sei dirigenti della società del gruppo Ferrovie dello Stato. Sono Ferdinando Gambardella, in qualità di direttore regionale per la Campania di Trenitalia; Sabrina De Filippis, direttore regionale per la Puglia; Federica Di Pomponio, funzionario di una sezione di manutenzione; Vincenzo Salvucci, responsabile del settore ingegneria manutenzione corrente regionale; Alessandro Verni e Domenico Longaretti, entrambi dirigenti in servizio presso la Direzione passeggeri regionale di Trenitalia. Nei loro riguardi - come emerge dall'ordinanza di custodia cautelare notificata agli arrestati - è ipotizzato il reato di concorso esterno nell'associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alle turbative d'asta.

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