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Ferrovie - Italia
Bilancio positivo nel 2009 per il Gruppo FS che consolida il risanamento
(IPM) - 29/04/2010 - 

Il Consiglio di Amministrazione di Ferrovie dello Stato S.p.A. ha approvato il 16 aprile bilancio di esercizio della Società e il consolidato di Gruppo al 31 dicembre 2009.
Nonostante la crisi che ha pesantemente colpito le economie internazionali ed i bilanci dei più importanti competitors ferroviari sul mercato europeo, il Gruppo FS conferma e consolida con grande determinazione il percorso di riconquistato equilibrio della gestione, che risulta in miglioramento rispetto all’esercizio precedente.
L’esercizio 2009 chiude con un utile netto di Gruppo positivo per 44 milioni di euro (+175%), rispetto ai 16 milioni del 2008. Il risultato appare ancora più importante se confrontato con la chiusura degli esercizi 2007 e 2006, quando il Gruppo presentò perdite pari, rispettivamente, a 409 milioni e 2.115 milioni di euro. Dal 2006 ad oggi c’è stato pertanto un miglioramento nel risultato netto pari complessivamente a 2.159 milioni di euro.
Si tratta di un risultato di grande rilievo nel panorama ferroviario europeo, dato che i maggiori competitors, SNCF e DB, hanno annunciato un calo del risultato netto rispettivamente del 270% e del 37% rispetto al 2008.
La forte caduta del traffico merci (-24% dei volumi, leggermente meglio di quanto registrato dai principali operatori esteri), determinata dalla crisi della produzione industriale internazionale e nazionale (è in atto un processo di riconversione del trasporto verso i c.d. treni completi), e le minori risorse rese disponibili per i servizi di infrastruttura, sono stati affrontati a livello di gestione corrente in modo positivo.
Il margine operativo lordo (EBITDA) si attesta infatti a 966 milioni di euro grazie alla crescita di volumi e ricavi del segmento a mercato del trasporto viaggiatori, dove ha inciso il potenziamento dell’offerta, in particolare il lancio dei nuovi servizi ad Alta Velocità, completata nel corso dell’anno (+18,1% i viaggiatori-km trasportati) e al miglioramento della gestione, dovuto alla ulteriore significativa flessione dei costi operativi, per 260 milioni di euro circa (-3,8% sul 2008), effetto della prosecuzione delle azioni di recupero di efficienza e di forte riorganizzazione dei processi produttivi.
In particolare, la politica di razionalizzazione dei costi operativi ha portato in 4 anni ad una riduzione in euro costanti di oltre 1,1 miliardi di euro, passando dai 7.353 milioni del 2006 ai 6.156 milioni del 2009.
Il risultato operativo di Gruppo è positivo per 143 milioni di euro, con una crescita del 35% rispetto a 2008 (nel 2007 e nel 2006 era negativo per 583 e 1.353 milioni di euro rispettivamente).
TRENITALIA. Tra i motivi del miglioramento, la forte ripresa di Trenitalia che, nonostante il generale scenario di profonda crisi che ha caratterizzato lo scorso esercizio, presenta un margine operativo lordo (EBITDA) positivo per 982 milioni di euro, addirittura in crescita del 7% circa sul 2008; anche il risultato operativo si incrementa, di oltre il 16%, rispetto all’esercizio precedente raggiungendo i 217 milioni di euro (contro i 187 milioni del 2008 e i -389 del 2007).
Anche Trenitalia giunge a chiudere l’esercizio con un risultato netto positivo, pari a 20 milioni di euro (-42 milioni nel 2008), risultato di grande valore se si considera che nel 2006 Trenitalia chiudeva l’esercizio con un risultato netto negativo per 1.989 milioni di euro.
Pur in presenza di questo grande miglioramento sul risultato del conto economico rimane critica la posizione finanziaria netta in particolare in rapporto al capitale.
RFI. RFI- Rete Ferroviaria Italiana conferma la sua situazione positiva. La società infatti, nonostante minori ricavi da servizi di infrastruttura per 192 milioni di euro rispetto all'esercizio precedente, chiude il 2009 con un incremento del risultato operativo del 34% utile netto di 8 milioni di euro (39 milioni del 2008). Importanti infine i dati relativi al servizio. Il 2009 ha segnato un ulteriore calo del numero di incidenti cosiddetti “tipici” dalla classificazione internazionale: 13, contro i 19 del 2008. Nel 2000, gli incidenti “tipici” erano stati 96.
In costante miglioramento, seppur lieve, anche la puntualità, che si attesta, secondo le modalità e gli standard stabiliti dal D.M. 146 T del 4 luglio 2000, al 90% per i treni della media-lunga percorrenza, al 90,5% per il trasporto regionale e all’85,7% per il Cargo.

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