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Ferrovie - Abruzzo
Il mistero della Sulmona-Carpinone, ramo secco o risorsa inespressa?
(IPM) - 09/07/2009 - 

L’orario estivo non porta novità sostanziali novità per la ferrovia Sulmona – Carpinone che vede immutata l’ormai scarsa offerta di treni. L’ultimo taglio, in ordine di tempo, è avvenuto con l’entrata in vigore dell’orario invernale il 14 dicembre 2008, quando sono stati soppressi i collegamenti Sulmona – Castel di Sangro, l’ultima coppia di treni Castel di Sangro – Isernia e una coppia di treni festivi Sulmona – Napoli, mantenendo in orario solo due coppie di treni Sulmona – Napoli, integrate da due coppie di autobus Sulmona – Castel di Sangro nel versante abruzzese, e da 4 coppie di autobus tra Carpinone e Castel di Sangro nel versante molisano della linea. Molteplici le cause dei tagli: per il versante abruzzese la causa è anche da addebitarsi al mancato rinnovo del contratto di servizio tra Regione e Trenitalia a causa delle dimissioni della giunta presieduta da Ottaviano Del Turco. Non trovando alcun interlocutore con cui negoziare il nuovo contratto di servizio ormai scaduto la DTR Abruzzo di Trenitalia ha sospeso di sua iniziativa i collegamenti ferroviari lasciando “appiedati” gli utenti. Oltretutto il taglio dei collegamenti ferroviari superstiti è avvenuto quasi di nascosto, in concomitanza con un giorno festivo, senza informare l’utenza in anticipo e causando disagi e proteste. I nuovi orari vennero infatti colpevolmente affissi nelle stazioni solo all’ora di pranzo di domenica 14 dicembre e si può facilmente immaginare come il risultato di tutto ciò fu il caos per tutte le persone che si recarono fiduciose in stazione per prendere il treno, con l’amara sorpresa di trovare le stazioni chiuse e senza nessuno a cui chiedere informazioni. E ovviamente non trovarono neanche il loro treno che era stato soppresso.
Interpellata sulle ragioni dei tagli la DTR Abruzzo di Trenitalia si è difesa rimpallando, in una nota, tutte le responsabilità alla regione Abruzzo in quanto “tutta la programmazione dell’offerta ferroviaria regionale, armonizzata e integrata con i servizi su gomma, viene concordata con il competente assessorato regionale ai trasporti (che finanzia il servizio), al quale Trenitalia è legato dal Contratto di Servizio” Non è una novità: in tempi non sospetti l’AD del gruppo FS, Mauro Moretti, aveva fatto chiaramente intendere che i servizi locali sarebbero stati garantiti laddove ci fosse stata una adeguata copertura finanziaria da parte degli enti locali. Ma se, come in questo caso la giunta era dimissionaria, perché si è preferito tagliare invece di mantenere lo status quo in attesa di dialogare con la nuova amministrazione? Non sarebbe stato più logico e corretto nei confronti dell’utenza attendere che la nuova giunta venisse eletta per rinegoziare il contratto di servizio?
Se i tagli in ambito regione Abruzzo erano dovuti ai noti problemi politici, a cosa erano dovuti i tagli sui servizi a lunga percorrenza per la Campania? La risposta della DTR Campania di Trenitalia fu che “per la programmazione 2009 in vigore dal 14 dicembre 2008, Trenitalia ha attuato una riperimetrazione dell’offerta regionale in Campania con contenimento dei volumi di produzione al livello di quelli originariamente previsti dal Contratto di servizio ancora in vigore tra la Regione e Treitalia. Allo scopo di ridurre l’impatto sulle esigenze della clientela pendolare gli interventi di rimodulazione hanno riguardato essenzialmente collegamenti del sabato pomeriggio, festivi e del mese di agosto. In particolare è stata appunto sospesa la coppia di collegamenti festivi Napoli-Sulmona (22190 – 3239) rispetto alla quale non si riscontravano esigenze di mobilità sistematica e non sussistevano valori di domanda che consentissero di effettuare il servizio a rischio d’impresa”.
Tradotto dal freddo linguaggio burocratico significa che Trenitalia, in carenza di fondi adeguati, aveva richiesto un taglio dell’offerta globale di treni in ambito regionale e che la Regione, trovandosi costretta a ridurre i servizi, scelse il taglio di quei servizi giudicati non redditizi, come i treni sulla Sulmona – Carpinone da e per Napoli, servizi che, salvo nuovi ed ulteriori finanziamenti, difficilmente verranno reintrodotti.
Le mancate variazioni di offerta con il nuovo orario sono state causate, almeno per quanto riguarda il versante abruzzese, dagli eventi sismici che hanno colpito in particolare L’Aquila e la sua provincia lo scorso aprile. La situazione di emergenza venutasi a creare, con la necessità della regione di concentrare tutte le attenzioni sulla sistemazione degli sfollati e sulla prossima ricostruzione, ha indotto Trenitalia a decidere il congelamento del contratto di servizio e a non negoziarne, per il momento il rinnovo causando il mantenimento dell’offerta stabilita a Dicembre 2008 su tutta la rete regionale. Inoltre, interpellata sulle motivazioni che hanno comportato il mantenimento dell’offerta attuale, la DTR Abruzzo di Trenitalia fa sapere che “per quanto riguarda la linea ferroviaria in questione, tutte le eventuali modifiche all’offerta vengono apportate d’intesa con la Regione Abruzzo che finanzia il servizio. Con l’entrata in vigore del nuovo Orario Ufficiale non sono state apportate modifiche in considerazione del fatto che in quel territorio gli indici di mobilità sono rimasti invariati”. Non sarà forse che erano gli orari a non essere adeguati alla domanda di trasporto,visto che, leggendo l’orario 2008, dalle 6 di mattina il primo treno utile per raggiungere Castel di Sangro da Sulmona era alle ore 11, mentre il primo treno discendente, oltre al treno proveniente da Napoli, era alle ore 13.40? Con questi orari ben difficilmente qualcuno si sarebbe servito del treno, e anche qualora avesse voluto adesso non sono più disponibili, ed è necessario ricorrere ai bus dall’ARPA, l’azienda di autolinee della Regione Abruzzo che alle ore 14 ed alle ore 18 effettua un bus da Castel di Sangro a Sulmona.
Per quanto riguarda invece i collegamenti per la Campania invece non sono stati aggiunti nuovi treni per via della rimodulazione del servizio decisa, come osservato prima, da Trenitalia.
Come se non bastassero i tagli, la circolazione ferroviaria sarà sospesa per tutto il mese di agosto, in quanto, come comunica Trenitalia, “, al fine di attuare interventi manutentivi ordinari e straordinari sulle infrastrutture, R.F.I. sospende nei mesi estivi la circolazione dei treni sulle linee interne: per l’anno corrente nella regione Abruzzo è interessata la linea Sulmona - Carpinone dal 1° al 30 agosto” Considerando che però la linea è attualmente interessata da due sole coppie di treni, e che anche la scorsa estate è stata chiusa al traffico, viene da chiedersi perché casualmente proprio nel mese di Agosto vengono fatti gli interventi, visto che intervalli per la manutenzione ordinaria ce ne sono tra un treno e l’altro. Eppure un tempo, con ben più treni, non era necessaria la chiusura estiva. Forse il motivo principale è la diminuzione del personale per le ferie estive e la necessaria ottimizzazione delle risorse, sospendendo il traffico su quelle linee considerate, a torto o a ragione, a scarso traffico, come la Carpinone – Sulmona, unico collegamento ferroviario tra l’Abruzzo ed il Molise e la Campania. Oltre ai collegamenti a lunga percorrenza, è bene non dimenticarlo, la linea ha svolto sempre la funzione di collegamento locale, specialmente nei mesi invernali quando le forti nevicate spesso rendono difficile la circolazione stradale. Ma dopo la riscoperta in chiave turistica nella linea avvenuta negli anni ’90, periodo in cui oltre a numerosi treni speciali viene anche aperta la fermata di Campo di Giove – Monte Maiella per avvicinare l’utenza alle piste da sci, è iniziata la parabola discendente della linea, coincisa con le prime economie di esercizio che hanno visto dapprima la chiusura delle biglietterie e delle gestioni merci e successivamente il declassamento di molti impianti in fermate impresenziate. A partire dal 2000 si è assistito ad una riduzione dei treni circolanti, spesso sostituiti con autobus ed alla rimodulazione degli orari, lasciando, paradossalmente, spesso e volentieri scoperte le fasce pendolari dove la domanda di trasporto sarebbe maggiore. Tutto ciò ha causato un progressivo allentamento dei viaggiatori ma, nonostante ciò, sono rimaste numerose le persone a servirsi del treno, specie per raggiungere Roccaraso e Castel di Sangro. Il futuro della linea è ora principalmente nelle mani della nuova giunta regionale della Regione Abruzzo guidata da Gianni Chiodi. A lui ed al suo staff spetta il compito di rinegoziare urgentemente il contratto di servizio con Trenitalia e far reinserire in tempi brevi alcuni treni, tra i più frequentati,armonizzando anche l’orario dei treni con quello dei vettori su gomma, ARPA in primis. Anche se è ragionevole pensare, visti i tempi della politica e l’emergenza causata dal terremoto, che difficilmente vedremo sostanziali novità a breve ed il rischio che si debba attendere Dicembre con il nuovo orario è elevato. Sarebbero anche auspicabili sinergie con le Regioni Molise e Campania al fine di reintrodurre alcuni dei collegamenti soppressi per l’Aquila, Napoli ed Isernia, che permetterebbero di raggiungere i capoluoghi di provincia, favorendo anche la possibilità di raggiungere altre destinazioni senza dover utilizzare,specie d’inverno, il vettore stradale. Gli ultimi inverni dimostrano che,anche quando la neve scende forte e rende difficoltosa la circolazione stradale, il treno continua a svolgere senza problemi il suo servizio.
Cosa può salvare la linea dall’oblio? È chiaro che il bacino di utenza, inteso come residenti, non è elevatissimo, sebbene Roccaraso conti oltre 1500 abitanti e Castel di Sangro superi i 6000 abitanti,e che la domanda di trasporto è essenzialmente limitata all’utenza pendolare, ma occorre realizzare un’integrazione con gli altri vettori su gomma,sia per evitare servizi in sovrapposizione al vettore ferroviario, sia per realizzare servizi integrati treno+bus, anche con biglietto unico. Il tutto dopo aver ovviamente svolto un attento studio della domanda di trasporto al fine di calibrare l’offerta dei treni all’effettiva domanda. Treni in orari impossibili che viaggiano vuoti non servono a nessuno,se non a giustificare la soppressione della linea.
Da rivalutare anche il turismo:la ferrovia attraversa le aree del Parco Nazionale della Maiella e quelle del Parco Nazionale d’Abruzzo-Lazio-Molise,senza dimenticare località come Roccaraso meta degli appassionati di sport invernali. Qui sarebbe veramente facile istituire un collegamento autobus tra la stazione, situata in centro città, e le piste da sci, a patto ovviamente di mettere treni in orari appetibili per il popolo delle piste. Da non sottovalutare neanche il turismo storico-culturale che potrebbe essere incentivato con servizi ad hoc, magari con materiale storico: i paesi di Pettorano sul Gizio e Pescocostanzo sono inclusi nell’elenco dei borghi più belli d’Italia, mentre a poche centinaia di metri dalla stazione di Sulmona Introdacqua,che attualmente non vede più fermare treni, si trova la sede dello storico Confettificio Pelino, con annesso Museo dell’Arte e della Tecnica Confettiera. Senza dimenticare i paesi del versante molisano serviti dalla ferrovia come Carovilli, famoso per la raccolta del tartufo, e Pescolanciano. Le esperienze della vicina Svizzera insegnano che,laddove l’offerta di trasporto sia adeguata, i turisti si muovono utilizzando il treno. Chiaro che non si può limitarsi ad inserire treni per turisti ma occorrerà trasformare tutte quelle stazioni abbandonate ad esempio in punti informativi per turisti , laddove le stazioni siano distanti dai centri abitati occorreranno sforzi da parte dei comuni per istituire dei bus navetta in coincidenza con gli arrivi e le partenze dei treni…Tutte cose che sicuramente non si realizzano dall’oggi al domani, ma, se c’è la volontà di farle e la voglia di collaborare non sono impossibili da realizzare
Al di là di tutte le ipotesi ed i progetti futuri la dura realtà odierna è quella di una linea ben lontana dall’essere satura e che vede tristemente solo due coppie di treni al giorno. Lo spettro della chiusura, aleggia purtroppo fin troppo sinistro.

 

IPM - IlPendolareMagazine © www.ilpendolare.it



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