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Primo Piano - Abruzzo
Futuro "indefinito" per la Ferrovia Sangritana, tra luci ed ombre in attesa del rilancio
(IPM) - 07/08/2009 - 

Si ringrazia Omar Cugini per il lavoro di ricerca e il materiale messo a disposizione.

Futuro “indefinito” per la Ferrovia Adriatico Sangritana, società che nello scenario ferroviario nazionale rappresenta un caso particolarissimo. I nuovi treni grigio rossi della società abruzzese, eredi dei più famosi trenini bianco-azzurri e bianco-verdi, da oltre 4 anni macinano kilometri percorrendo esclusivamente i binari RFI della linea adriatica e riservandosi lungo i binari sociali unicamente la salita verso Lanciano. Infatti, a parte la nuova linea diretta di 9 km per Lanciano inaugurata nel 2008, della grande Y con oltre 130 Km di binari formata dalle linee S. Vito Marina-Lanciano-Crocetta-Castel di Sangro, Crocetta-Ortona Città-Ortona Marina e dell’antenna Archi-Atessa sono attualmente in esercizio, ma per il solo traffico merci, 10 Km di linea tra Ortona Marina e Caldari e il raccordo tra Fossacesia e gli stabilimenti Sevel.
La società negli ultimi anni ha attraversato un forte processo di rinnovamento, investendo a partire dal 2007 anche sul trasporto merci su rete nazionale con la realizzazione di servizi a lunga percorrenza tra Bologna e Brindisi, oltre che sul raccordo della Val di Sangro e di Crocetta. Inoltre, grazie alla partnership con NordCargo è previsto un ulteriore rafforzamento del segmento merci con una maggiore copertura nazionale.
Come ha dichiarato con orgoglio la presidente uscente Loredana Di Lorenzo “il trasporto merci è in crescita e ci ha permesso di chiudere il 2008 con un utile di 3 milioni di euro. Per il futuro la Sangritana conta si sviluppare maggiormente il trasporto merci dal Porto di Ortona che potrebbe diventare la porta intermodale per il traffico merci proveniente dall’Europa dell’Est. A tal fine - ha aggiunto la Di Lorenzo - ci sono stati già contatti con importanti industrie nazionali interessate ad utilizzare il porto di Ortona come terminal merci. Infine, la tratta Crocetta - Ortona Marina molto probabilmente resterà utilizzata esclusivamente per il traffico merci tra Ortona Marina e Caldari, dove a breve inizieranno i lavori per il rinnovo dell’armamento. Però - lascia intendere la presidente - qualora Regione e Provincia lo richiedessero, la Sangritana potrebbe riprendere il servizio viaggiatori su ferro anche su questa tratta”.
“E proprio sul bilancio del servizio passeggeri - a proseguito la Di Lorenzo - riscontriamo valori molto positivi. Grazie all’apertura della nuova stazione di Lanciano abbiamo ottenuto un aumento dei km/treno effettuati, con un totale di 28 corse tra Pescara e Lanciano, ai quali si aggiungono i servizi per Giulianova e Teramo a nord e per Vasto e Termoli a sud. Inoltre con l’apertura della linea Fossacesia - Archi potremo puntare sulla rivitalizzazione del servizio pubblico nella valle del Sangro ed elaborare nuovi scenari di traffico”.
“L’intenzione della società è quella di crescere ancora – ha concluso la presidente – Con l’acquisto di 2 nuovi treni Lupetto, del tipo Minuetto, in aggiunta ai 5 già in esercizio e la tanto attesa immatricolazione dei primi due complessi Ale 056 ex SNCB, arrivata al termine di un lungo e tormentato iter tecnico e burocratico, potremo distogliere dal servizio le ALn 776 che, qualora la Regione Abruzzo lo richiedesse, potrebbero essere impiegate per svolgere servizio sulle linee regionali non elettrificate come la Sulmona – L’Aquila o la Sulmona – Castel di Sangro”.
Storicamente la linea rappresenta un mezzo di trasporto fondamentale per le popolazioni del frentano, dell’entroterra di Ortona e della Val di Sangro. I dati infatti dimostrano che la rete della Sangritana nonostante la scarsa consistenza del bacino di utenza e lo spopolamento del territorio avvenuto a causa dell’emigrazione nel dopoguerra ha rappresentato fino agli anni ’70 il mezzo di trasporto più utilizzato, con una crescita costante di passeggeri che si è attestata anche sul 20% annuo proprio sulla tratta Archi - Castel di Sangro, a seguito del processo di industrializzazione della zona.
Anche il servizio merci, ancora oggi una delle punte di orgoglio della società, nei decenni passati ha rappresentato risultati più che soddisfacenti, grazie al servizio cumulativo con le Ferrovie dello Stato attraverso gli scali di innesto di Ortona, San Vito-Lanciano e Castel di Sangro.
Cosa ha provocato allora il declino di una così vasta rete che riusciva a coprire capillarmente il territorio e a soddisfare le richieste di un’utenza eterogenea ed esigente.
Tra le prime cause sicuramente l’aumento della concorrenza del trasporto su gomma a partire dagli anni ’80, unito ai tempi di percorrenza dei treni divenuti meno competitivi per la presenza di un tracciato tortuoso sicuramente scenografico ma che poco concedeva ad un incremento di velocità e ad un potenziamento del servizio. Un handicap infrastrutturale che ha gradualmente allontanato anche gran parte del trasporto merci e più volte messo in discussione la sopravvivenza dell’intera rete, tanto da provocare nel 1982 la cessazione dell’esercizio sulla tratta Crocetta - Ortona Marina e a mettere a rischio anche la tratta per Castel di Sangro. Un’ipotesi non gradita dagli abitanti locali, affezionati al loro, seppur lento, trenino.
E se il treno è gradito dagli abitanti, perché non rilanciarlo con collegamenti e servizi turistici che possano far conoscere un territorio che spazia dal mare alla collina, al lago, al bosco, alla montagna. Con questa idea, la dirigenza dell’epoca dà vita al “Treno della Valle”, che grazie ad un positivo riscontro di pubblico convince anche i detrattori sull’utilità e l’importanza del treno per l’economia della valle.
Viene da chiedersi perchè allora, nonostante gli interessi locali e di utenza, la Sangritana si trova senza una vera e propria rete sociale e convive costantemente di lavori, riaperture e progetti di ampliamento proiettati in un futuro al momento non incerto, ma ancora in fase di definizioni.
Grazie alla legge 910/86 che finanziava l’ammodernamento delle ferrovie in concessione e in gestione governativa la Sangritana ha ottenuto all’epoca uno stanziamento di circa 105 miliardi di lire per realizzare la nuova variante per Lanciano, la realizzazione di una nuova stazione ed il proseguimento in galleria fino alla Valle del Sangro per congiungersi all’altezza della zona industriale di Ponte d’Archi al raccordo merci proveniente da Fossacesia e, sempre con un nuovo tracciato, riallacciarsi alla linea “storica” nei pressi della stazione di Archi. Un progetto ambizioso che nelle intenzioni, doveva gradualmente consentire collegamenti diretti con la Campania ed il porto di Napoli.
In questo scenario si collocavano anche i previsti interventi di ammodernamento strutturale della tratta interna da Bomba a Castel di Sangro. Nel febbraio 2000 la Regione Abruzzo, diventata titolare della società, sigla un intesa con lo Stato per il rilancio della Sangritana in un sistema integrato di trasporto regionale. Nel 2004 iniziano i primi lavori di risanamento del binario tra le stazioni di Quadri e Villa S. Maria, ma ben presto tutto si ferma a causa di problemi di agibilità di alcuni viadotti e della galleria nei pressi di Villa S. Maria. Un evento inatteso che fa impennare il costo degli interventi e richiede lo stanziamento di nuovi fondi per l’esecuzione dei lavori di consolidamento e messa in sicurezza. I lavori vengono quindi sospesi, per concentrare i fondi presenti nell’ammodernamento e il completamento del collegamento tra Fossacesia, l’area industriale Sevel e la stazione di Archi, così da realizzare un nuovo collegamento diretto tra la valle del Sangro e il mare.
Nel frattempo proseguono i lavori per la nuova linea diretta San Vito-Lanciano. Il 9/12/2006 viene chiusa la linea storica che dalla rete Fs giunge alla vecchia stazione di Lanciano, in attesa dell'apertura della nuova linea e della nuova stazione che avviene il 15/03/2008 dopo continui rinvii ed intoppi burocratici di vario tipo.
Nella tarda primavera del 2009 infine viene finalmente terminata la posa del binario tra la Sevel e Archi, anche se è prevista una durata dei lavori almeno fino al 2011.
Nulla di nuovo sul resto della rete, ancora tutta armata tranne la tratta tra Quadri e Villa S. Maria, che non rivedrà almeno a breve servizi ferroviari.
Questo però non significa che, almeno nelle intenzioni, la rete storica verrà abbandonata. E’ in attesa dell’iter burocratico ed i relativi finanziamenti uno studio di fattibilità presentato al Ministero dei Trasporti sia per un piano di ammodernamento della tratta Villa S. Maria - Castel di Sangro sia per l’unificazione delle due stazioni Fs e Fas di Castel di Sangro.
Futuro roseo anche per i servizi turistici del Treno della Valle, negli ultimi anni penalizzati dai lavori lungo la rete e da orari di effettuazione non sempre appetibili. La Sangritana è infatti capofila di un progetto in ambito ASSTRA per lo sviluppo delle ferrovie turistiche. La volontà di riprendere i servizi è dimostrata anche dallo stanziamento di 1 milione di euro per la manutenzione straordinaria della linea “storica” tra Lanciano e San Vito Marina, attualmente scollegata dalla rete per disposizioni del Ministero dei Trasporti.

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