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Sicilia sempre pi첫 isolata e la politica che fa?

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    Posted: 04 Marzo 2010 at 21:22

Mentre il Governatore Lombardo polemizza con il Ministro Fitto in merito al conflitto di attribuzione in materia di trasporti e a difesa dello Statuto Siciliano, Trenitalia infligge un altro duro colpo al trasporto ferroviario per i treni a lunga percorrenza da e per la Sicilia. Dal 1 marzo, infatti, Trenitalia ha soppresso i treni espressi 823, 834 e 836, denominati 쏤reccia del Sud in servizio tra Agrigento, Milano e viceversa. Tagli che comportano all셵tenza siciliana un aggravio di spesa, pari quasi al doppio di quanto spendevano in precedenza, e oltre il danno la beffa di dover sopportare il disagio di effettuare obbligatoriamente due cambi treno uno a Catania e l셙ltro a Roma, attendendo le coincidenze per le varie destinazioni, ritardi permettendo. E alquanto evidente che, oltre al disagio dei cambi treno, vi 챔 un ulteriore disagio nel dover spostare i propri bagagli da un treno all셙ltro e non tenendo conto, almeno, di quelle categorie di utenti svantaggiati che sono impossibilitati ad effettuare tali operazioni. Soppressioni che anno dopo anno stanno consentendo una netta riduzione delle frequenze di treni da e per la Sicilia, gi횪 nel 2009 erano state cancellate 8 coppie di treni a lunga percorrenza (intercity ed espressi), senza nessuna presa di posizione da parte della Regione Siciliana. Questi continui tagli stanno facendo venir meno quella continuit횪 territoriale che ci spetta di diritto, isolando sempre di pi첫 la Sicilia ed i Siciliani dal resto d섾talia. Tutto ci챵, 챔 veramente  scandaloso, ma quello che fa pi첫 rabbia 챔 la totale indifferenza di tutta la classe politica, siciliana, regionale e nazionale. E evidente che la Sicilia 챔 ormai tagliata fuori dal servizio ferroviario nazionale, allontanandola  sempre pi첫 dagli standard nazionali, dagli investimenti in infrastrutture e da un trasporto efficiente ed efficace. Mi auguro che tutta la classe politica siciliana, apra finalmente un tavolo istituzionale su questi continui tagli e sulle mancate infrastrutture cercando di trovare ed ottenere adeguate soluzioni per evitare ogni tipo di penalizzazione al trasporto ferroviario siciliano. Sono convinto che non sar횪 pi첫 possibile per i Siciliani, che vorranno raggiungere le citt횪 italiane (Milano, Torino, Roma, etc.), poter disporre di treni giornalieri, che li porteranno in un Italia, che sta diventando sempre pi첫 lontana ed irraggiungibile. La totale assenza di una programmazione regionale dei trasporti ed una disattenta attivit횪 politica ed economica del territorio hanno permesso che si perpetrassero questi continui tagli ad un servizio ferroviario 쏹niversale che costituisce per la Sicilia ed i Siciliani, l셵nico mezzo di collegamento tra l섾sola ed il continente 쏧talia. Non 챔 concepibile immaginare un territorio meraviglioso, che tutto il mondo ci invidia, in questo stato di arretratezza infrastrutturale e sono convinto che a salvare la Sicilia non siano utili solo le campagne internazionali di promozione-turistica per attrarre flussi ma, un셙ttenta programmazione e realizzazione di infrastrutture viarie e ferroviarie a breve e a medio termine e di una mobilit횪 sostenibile regionale basata non sull셭fferta ma sulla domanda da parte dell셵tenza. Non basta e non deve bastare alla politica siciliana, la scusa che la popolazione siciliana 챔 facilmente propensa ad accontentarsi, specialmente in un momento di profonda crisi, crisi che per noi siciliani 챔 da almeno 40 anni che esiste e non 챔, un problema di questi ultimi anni. La crisi infrastrutturale della Sicilia 챔 prettamente un problema politico e la prova tangibile 챔 sotto gli occhi di tutti, nessun collegamento veloce stradale n챕 ferroviario tra le nove province siciliane, penso che ci챵 possa bastare a far riflettere i siciliani e tutta la classe politica siciliana. D셙ltronde chi 챔 causa dei suoi mali pianga se stesso.  

Giosu챔 Malaponti
Coordinatore
COMITATO PENDOLARI SICILIANI    

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