Calamante: "Dopo sei mesi da incidente di piazza Vittorio sermpre forte il senso di responsabilità"
(IPN) - 16/04/2007 - "Il momento peggiore fu quando iniziarono a girare le voci su possibili vittime e soprattutto quando arrivò la conferma che per una giovane donna non c'era stato nulla da fare. Il ricordo di Alessandra Lisi va comunque associato a quello per le migliaia di persone che in quei momenti si prodigarono per aiutare i feriti e la città a gestire un evento mai accaduto prima. Passeggeri che aiutavano i feriti, passanti e commercianti impegnati nel fornire i primi aiuti, infermieri, Vigili del Fuoco, tassisti, autisti dei bus che facevano la spola con gli ospedali, uomini della Protezione Civile. Tutti uniti dal senso di responsabilità e da quel grande spirito di solidarietà che Roma riesce ad esprimere in certi momenti".
Così l'assessore alla mobilità Mauro Calamante a sei mesi dall'incidente sulla linea A della metropolitana di ottobre.
"Poi, oltre al cordoglio per la morte di Alessandra, si è fatta largo la volontà di capire, di dare una spiegazione a ciò che sembra tuttora impossibile e fare di tutto per evitare che fatti del genere possano accadere ancora - aggiunge - Se per quanto riguarda le cause non possiamo che attendere gli esiti dell'indagine aperta dalla magistratura, dal punto di vista della sicurezza abbiamo continuato a lavorare sulla strada già tracciata: verificando che tutte le procedure previste nel metrò vengano seguite alla lettera e continuando con il programma d'ammodernamento della linea A che dopo la terza fase prevede l'intervento sul nodo di Termini. Tutto questo non servirà purtroppo a colmare la perdita di Alessandra come non può bastare il giudizio degli utenti o dell'Agenzia per il controllo dei servizi pubblici che, stimolandoci giustamente verso il miglioramento complessivo del servizio, ha comunque promosso la metropolitana sulla sicurezza".
"Il metrò, in ogni caso, sarà sempre più protagonista del futuro della città ora che abbiamo gettato le basi, con le linee B1, C e D per la realizzazione di una vera e propria rete su ferro nel sottosuolo - conclude Calamante - Una rete che vogliamo sempre più sicura affinché non accada più quello che è successo a Vittorio Emanuele il 17 ottobre scorso".
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