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Turismo -
Turismo in bus. Il parco della Marcigliana
Il paesaggio del Fosso della Marcigliana
(IPM) - 26/02/2007 - 

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Nella zona nord di Roma, all’interno di un quadrilatero delimitato dalla via Salaria, dal Grande Raccordo Anulare, dalla via Nomentana e dai confini con i comuni di Fonte Nuova e Monterotondo, sorge la Riserva Naturale della Marcigliana, un’area di 4696 ettari in gran parte sopravvissuta all’urbanizzazione selvaggia, caratterizzata da un paesaggio molto particolare e soprattutto anomalo per trovarsi a pochi passi dalla Metropoli: i caratteri tipici, infatti, sono dolci colline, sia coltivate che destinate al pascolo, e boschi che si trovano nelle aree di fondovalle, inframezzati da vari torrenti; quest’area collinare, tra l’altro, è lo spartiacque naturale tra la bassa valle del Tevere e la bassa valle dell’Aniene.
I primi insediamenti accertati risalgono al IX secolo a.C.: una civiltà preromana che abitava la famosa città chiamata Crustumerium, i cui resti archeologici si trovano lungo l’ultimo tratto di via della Marcigliana, sulla sommità della collina, prima che inizi la discesa verso la via Salaria e la valle del Tevere; una posizione strategica per il controllo dei traffici commerciali tra la zona nord e la zona sud del Lazio. Durante il medioevo, sempre allo stesso scopo, fu eretta la Torre di San Giovanni (chiamata Capitignano per i primi cinquecento anni) sui resti di un’antica villa romana ed allo stesso modo furono costruiti vari casali, inizialmente a scopo di abbazia e poi, dal cinquecento in avanti, diventati possedimenti di tutte le più nobili famiglie romane.
Oggi il centro residenziale della zona si trova presso la Borgata Cinquina, lungo via di Tor San Giovanni, l’unica area concepita e sviluppata come un moderno quartiere; i pochi altri insediamenti abitativi, così come le più numerose aziende agricole si trovano lungo le strade principali, via della Bufalotta, via della Marcigliana e via della Cesarina.
Un posto particolare merita una visita particolare, vediamo allora come è possibile fare un giro turistico della Riserva Naturale della Marcigliana utilizzando esclusivamente i mezzi pubblici.
Il nostro punto di partenza sarà, per ragioni di comodità e di centralità, la Stazione Termini, da dove possiamo prendere la linea 86 che ci porterà direttamente alla Borgata Cinquina; siccome questo autobus fa un giro un po’ lungo, chi non vuole perdere troppo tempo, o chi si sente particolarmente “ecologico”, può usufruire della linea 90, filobus, fino a Piazza Sempione, dove c’è la possibilità di un cambio con l’86 (stessa fermata e stesso marciapiede).
Noi preferiamo prendere l’86 dalla Stazione Termini e così, facciamo un bel giro turistico attraversando piazza Fiume, via Po, via Tagliamento, via Nemorense e viale Libia, dove possiamo vedere i cantieri per la costruenda diramazione della linea B della metropolitana; attraverso il Ponte delle Valli attraversiamo sia la ferrovia che il fiume Aniene che costeggeremo lungo viale Tirreno, per poi giungere a Piazza Sempione (dove c’è la possibilità di scambio con la linea 90); seguendo quasi tutto l’itinerario della vecchia linea 305, scaliamo Montesacro attraverso viale Adriatico, costeggiando le bellissime case e i bellissimi villini della Città Giardino per poi trovare una parte di edilizia più recente, seguita dalle vecchie case popolari che si trovano all’inizio di via della Bufalotta. Superato l’incrocio con via Fucini ed i Viadotti dei Presidenti, ci troveremo ad affiancare praticamente solo edilizia moderna, un grande serbatoio dell’acqua, due nuovi quartieri ed un nuovo centro commerciale; a questo punto non ci vuole molto per superare il Raccordo Anulare ed entrare definitivamente all’interno della Riserva Naturale della Marcigliana: ora il paesaggio cambia repentinamente e da uno scenario di edilizia più o meno intensiva, possiamo subito notare che la zona sta diventando mano a mano agricola; la nostra prima parte del viaggio è quasi conclusa perché l’86 ha imboccato via di Tor San Giovanni e in un attimo ci ritroviamo alla Borgata Cinquina, che si sviluppa a destra e a sinistra di via di Tor San Giovanni: un breve giro interno dalla parte destra, dove fino a otto anni fa c’era il capolinea della vecchia linea 307, per poi passare alla parte più nuova, dove, dietro ad una serie di edifici costruiti di recente lungo via di Tor San Giovanni, si trova via Vincenzo Marmorale, il capolinea dell’86.
Scendiamo dall’86 e torniamo a piedi su via di Tor San Giovanni, da dove inizierà la seconda parte del nostro giro turistico. Ora attendiamo la linea 340: già sappiamo che dal capolinea a dove ci troviamo, impiega circa 10 minuti e quindi, orari alla mano, abbiamo il tempo per una breve merenda al bar. Ci rechiamo alla fermata, a pochi passi, senza attraversare via di Tor San Giovanni, ed il nostro autobus arriva dopo pochi minuti di attesa; si tratta di un Autodromo Alè, purtroppo, sia per le strade che percorre ma soprattutto per la quantità totale di utenti giornalieri, non capita mai che vengano utilizzati altri tipi di autobus, come ad esempio un Europolis, leggermente più grande, ma la bellezza del paesaggio che andremo ad attraversare ci farà presto dimenticare il mezzo su cui ci troviamo.
In pochi minuti, dopo aver ripreso via della Bufalotta, lasciato alla destra un grande cantiere dove sono in costruzione altre nuove case, entriamo in una stradina sulla sinistra, via della Colonia Agricola, dove in fondo si trova il capolinea del 340. Una decina di minuti di attesa e si riparte: all’uscita di via della Colonia Agricola giriamo a sinistra per via della Bufalotta ed entriamo subito nel bosco, percorrendo una discesa a curve, abbastanza lunga ma non troppo ripida, alla cui fine ci ritroviamo nella valle creata dal fosso della Marcigliana, che superiamo con un ponticello. Qui, dove un tempo c’era il capolinea del 305, da pochi mesi è stata costruita una grande rotonda, fatta anche un po’ male ma probabilmente per rendere più sicuro l’incrocio tra via della Bufalotta e via della Marcigliana; noi voltiamo a destra ed il nostro viaggio prosegue, appunto, per via della Marcigliana, per un primo tratto pianeggiante, dove ai nostri lati troviamo qualche casa, e poi, dopo che il paesaggio si è aperto, saliamo sulle colline, con ampi prati verdi da una parte e dall’altra, alcuni fontanili e qualche gregge di pecore al pascolo, più, ovviamente, qualche azienda agricola e qualche maneggio. Il viaggio è presto finito perché ci ritroviamo su via di Tor San Giovanni e di nuovo alla Borgata Cinquina.
Il nostro prossimo mezzo di trasporto sarà il 308, che collega via Baseggio con via Dante da Maiano, passando per via delle Vigne Nuove, via della Bufalotta, via della Cesarina, via Nomentana e passando per il nuovo quartiere di Casal Monastero, dietro la Centrale del Latte. Nulla vieterebbe di prenderlo sempre alla Borgata Cinquina, alla fermata di fronte a quella dove avevamo preso il 340, ma noi preferiamo andarlo a prendere al capolinea e allora proseguiamo con il 340 fino a via della Colonia Agricola, dove fa anche capolinea il 338, su cui saliamo dopo una breve attesa ed in pochi minuti, dopo aver percorso via della Bufalotta e via di Settebagni ed aver ricordato che fino a non molto tempo fa quella zona dove ora è pieno di centri commerciali, era una grande distesa di verde, giungiamo a via Baseggio, sede di un grande capolinea, dove scendiamo e pazientemente attendiamo la partenza del 308.
Nell’arco di una ventina di minuti dalla partenza, ci ritroviamo per la terza ed ultima volta a passare per via di Tor San Giovanni e la Borgata Cinquina, il nostro ultimo contatto con la città: d’ora in avanti sarà tutta aperta campagna, soprattutto il primo tratto, via della Cesarina, una strada abbastanza stretta che si snoda tra le colline della Marcigliana; lasciamo subito sulla sinistra l’ex Centro Radio Nazionale, dopodichè il paesaggio torna ad assumere i contorni della campagna romana, con i pini ai lati della strada, pecore al pascolo e molti rifiuti incivilmente buttati ai lati della strada; di tanto in tanto qualche cancello per qualche azienda agricola, un caseificio, poi la strada lentamente scende fino ad toccare il suo punto più basso presso un ponticello sotto cui scorre il Fosso della Cesarina. Qualche altra curva, una breve risalita e ci ritroviamo sulla via Nomentana, il cui arrivo è anticipato dalla sporcizia che esce dal locale campo nomadi, oltre che da varie automobili di grossa cilindrata, camper e roulotte parcheggiati malamente all’esterno.
Il tratto di via Nomentana che percorriamo non è molto lungo e dopo poco giriamo a destra, per via Dante da Maiano, una strada locale abbastanza dissestata, con ampi campi coltivati sulla destra e qualche casa sulla sinistra. Con l’arrivo di altre montagne di rifiuti accatastati ai lati della strada, finisce il nostro giro turistico nella Riserva della Marcigliana e nelle sue propagini; ci immettiamo su una strada ideata come di scorrimento veloce ma piuttosto malmessa, via Rinaldo d’Aquino, che è il proseguimento della via Palombarese verso Roma e, dopo aver fatto una inversione di marcia sopra il Raccordo Anulare, entriamo nel quartiere di Casal Monastero dove scendiamo e salutiamo il 308.
Ci troviamo ora in via di Sant’Alessandro, dietro la Nuova Centrale del Latte, presso una grande piazza ed attendiamo l’arrivo del 404 che, attraversando i quartieri di Torraccia e San Basilio, ci porterà alla metropolitana B alle fermate di Rebibbia e Ponte Mammolo, per la conclusione definitiva del nostro giro turistico.
Ovviamente noi abbiamo scelto il percorso più lungo ed articolato, ma nulla vieta di fare variazioni, come ad esempio percorrerne solo una parte o fare il giro in senso inverso.

Qualche avvertenza e notizia utile da sapere:

  • Per quanto riguarda le condizioni atmosferiche, è ovviamente preferibile una giornata di bel tempo ma anche durante le giornate di pioggia il paesaggio è molto affascinante (non altrettanto in questo caso sarà l’attesa degli autobus alle fermate).
  • Si sconsiglia di scegliere un giorno festivo per intraprendere il giro, perché il 340 non è in servizio e le altre linee passano poco frequentemente (soprattutto il 308 che ha partenze ogni 45 minuti circa).
  • Annotarsi prima gli orari di partenza consultabili sul sito Atac, www.atac.roma.it, delle linee 308 e 340 e tenere ben presente che quest’ultima non fa servizio dalle 11.30 alle 12.40 e dalle 17.40 alle 19.00.
  • Per le visite al parco consultate il sito della Riserva Naturale della Marcigliana o di RomaNatura.

Sconsigliamo invece vivamente questo giro turistico a chi, in nome di un certo ambientalismo politico, sfrutta i parchi di Roma solo come tornaconto personale e quando si trova davanti montagne di rifiuti buttate ai lati delle strade, chiude gli occhi o fa finta di non vedere; questo perché dovrebbe stare troppo tempo con gli occhi chiusi, perdendosi gran parte dello spettacolo offerto da questo paesaggio.

IPM - IlPendolareMagazine © www.ilpendolare.it



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