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Turismo -
Turismo fuori porta. La ferrovia del Bernina
(IPM) - 25/04/2007 - Le belle e lunghe giornate estive consentono di godere meglio e a pieno anche itinerari fuori del Lazio. Quindi, è possibile organizzare dei tour turistico-ferroviari di più giorni per sfuggire dal grande caldo e scoprire angoli di natura incastonati nelle strette e verdi valli alpine. Una di queste è la Val Poschiavo e l’Engadina in Svizzera, e più precisamente nel Cantone dei Grigioni. Caratteristica della valle e dell’intero territorio cantonale, sono i trenini rossi della Ferrovia Retica - Rhätische Bahn, che permettono di vivere in modo profondo la natura e riscoprire i ritmi a “bassa velocità” di questi angoli di mondo ancora incontaminati.
Nel nostro caso parliamo del Trenino Rosso del Bernina, che lungo un percorso di 60 km inizialmente di valle e piano piano sempre più di alta montagna, parte da Tirano in Valtellina, e valicando il passo del Bernina a 2256 metri slm, giunge in territorio svizzero nell’elegante St. Moritz.
Da Roma purtroppo non si dispone di un collegamento diretto con la Valtellina, è quindi necessario tenere sempre in considerazione il cambio su Milano e almeno due pernotti, venerdì e sabato, a Tirano, evitando di viaggiare di notte. Per dormire è possibile prenotare una stanza presso l’Albergo Bernina***, che si trova proprio in piazza della Stazione. Cercando su internet sono a disposizione comunque altre tipologie di albergo a seconde delle esigenze. Tirano è una piccola e semplice cittadina di provincia, che deve la sua importanza al fatto di essere allo stesso tempo un importante nodo di scambio ferroviario internazionale e di confine. Accanto la stazione delle Fs infatti si trova il terminale in terra italiana delle RhB.
Trattandosi di una ferrovia internazionale, anche soltanto per accedere alla stazione, è necessario mostrare un documento d’identità valido.
ATTENZIONE, LA PATENTE NON E’ CONSIDERATA DOCUMENTO VALIDO PER L’ESPATRIO.
Un finesettimana prevede costi per due persone neanche troppo elevati, con una spesa media tra i viaggi di andata e ritorno, pernotto, pranzi e cene intorno ai 250 €uro. Nulla impedisce ovviamente che questo viaggio possa essere parte integrante delle proprie vacanze estive.
Noi teniamo conto in questo caso solamente dell’ipotesi di un viaggio di tre giorni dal venerdì alla domenica con andata e ritorno su Roma.
Soluzione ottimale, per non stancarsi troppo e per poter sfruttare appieno il fine settimana quindi è partire il venerdì mattina con comodo dalla Capitale utilizzando uno dei frequenti treni ES* per Milano e qui prendere con la coincidenza con i diretti per Lecco-Sondrio-Tirano (si consiglia comunque sempre di verificare la presenza di eventuali ulteriori trasbordi).
Partiamo comodamente con l’ES*9436 che giunge a Milano alle 16 e da qui ripartire dopo una breve attesa con il R2598 delle ore 16,15 per Tirano. In caso di ritardo, ci auguriamo di no, dell’ES*, è possibile sempre prendere il R2600 delle ore 17. E’ possibile sempre scegliere soluzioni alternative o più comode per le proprie esigenze, collegandosi al sito Trenitalia.
Il viaggio dal capoluogo lombardo alla Valtellina attraversa paesaggi suggestivi, passando per il luoghi che hanno dato vita al capolavoro manzoniano dei Promessi Sposi, costeggiando le rive del lago di Como fino ad imboccare il verde della Valtellina che ci accompagnerà fino al capolinea di Tirano.
Giunti al termine della prima parte del viaggio, dopo essersi rinfrescati in albergo, consigliamo una passeggiata per il paese, con la visita al Santuario Mariano e alla caratteristica piazza attraversata dalla ferrovia e la cena presso uno dei locali tipici. Per chi ama la verdura, consigliamo di provare la specialità locale, i pizzoccheri. Ricordatevi che al nord si fa cena abbastanza presto, e questa abitudine sotto un certo aspetto gioca a nostro favore, perché ci permette di non fare troppo tardi e riposare un po’ di più in previsione della giornata successiva, particolarmente impegnativa.
La mattina di sabato, è consigliabile svegliarsi con largo anticipo per fare un’abbondante colazione e arrivare alla stazione RhB con congruo anticipo, così da per poter fare con calma il controllo documenti, poichè in caso di presenza di gruppi consistenti l’operazione potrebbe richiedere molto tempo, e fare i biglietti senza rischiare di perdere il treno. L’Andata e Ritorno vale un giorno e permette un risparmio del 20% sul biglietto ordinario. La prenotazione posti è obbligatoria solo per comitive di almeno 15 partecipanti o se desidera viaggiare a bordo delle famose vetture panoramiche, nuovo tipo di carrozze ad ampia vetrata, con il vetro fino sopra il tetto, che consente una visuale a 360° e dotate l’aria condizionata. Soluzione ideale per chi vuole viaggiare nel massimo confort. Chi invece ama fare fotografie, respirare l’aria di montagna e provare la sensazione del treno avventura, consigliamo di viaggiare sulle motrici in testa al treno che hanno i finestrini apribili, o, grazie alla gentilezza del personale elvetico, anche dare una sbirciata alla linea lungo il viaggio direttamente dalla cabina di guida.
Per la partenza il treno migliore è quello delle ore 8,49, oppure quello delle 9,40 che vede in composizione [per l’appunto queste vetture panoramiche, o]per chi vuole provare particolari emozioni le vetture giardiniera completamente scoperte. Vivamente sconsigliate a chi soffre il freddo e di reumatismi.
E’ sempre bene verificare la periodicità o eventuali limitazioni o sovrapprezzi, gli orari di tutti i treni sono disponibili mandando una mail alla stazione di Tirano: tirano@rhb.ch
Il viaggio da quota 429 m slm ed inizia offrendo subito scenari particolari con l’attraversamento in tipico stile tranviario della cittadina, il rapido salire lungo il fianco della montagna, il confine italo-svizzero, e la prima stazione oltre confine. Il lungo trenino rosso ferma in quasi tutte le stazioni, mentre le fermate minori sono su richiesta. Una simpatica voce femminile in più lingue ci illustra la linea e ci annuncia ogni singola fermata. Non vi meravigliare se vostro compagno di viaggio ci sarà un giapponese, infatti a linea del Bernina è inserita nei più importati circuiti turistici nipponici e gemellata con la ferrovia Hakone-Tozan nelle vicinanze di Tokyo. Inoltre le linee del Bernina e dell'Albula sono attualmente candidata a diventare un sito mondiale Unesco.
Le due motrici in testa al treno affrontano la salita del 70‰ con agilità, e ad aderenza naturale senza ricorrere quindi all’ausilio di cremagliera. I motori, spinti al massimo, affrontano senza problemi i continui cambi di pendenza, fino a giungere allo spettacolare elicoidale su viadotto di Brusio, dove il treno, compiendo un giro su se stesso a 360°, guadagna sempre più quota. Sui due tornanti posti subito dopo la stazione, se si viaggia sulla motrice di testa, affacciandosi dal finestrino è possibile scorgere al nostro fianco la coda del treno, mentre il convoglio continua a salire fino alla fermata di Miralago. Da qui la ferrovia percorre il lungo lago fino alla località Le Prese, dove il treno, dopo aver lasciato la sede propria, percorre tranquillamente le strade del paese, fiancheggiando i muri delle case, attenzione alla testa, e fermando in corrispondenza del centro storico. L’attraversamento è regolato da un impianto semaforico posto agli estremi del paese lungo la strada cantonale, scongiurando così ogni eventuale rischio di collisione. All’uscita del paese la ferrovia prende a salire indipendente fino a giungere a Poschiavo, sede del deposito, delle officine e della direzione d’esercizio. Termina qui la parte più tranquilla e, sotto un certo aspetto, di valle della linea ed inizia la tratta di montagna, con una salita costante, continui tornanti in mezzo al bosco, viadotti e gallerie, per salire dai 1100 del fondo valle, ai 2256 metri del passo.
Ad ogni curva di aprono davanti a noi scenari particolari, con il silenzio del bosco interrotto del ritmo cadenzato del treno e dallo stridore delle ruote nell’affrontare le strette curve caratteristiche di una ferrovia di montagna. Il treno sale senza fatica, e dopo un’ultima serie di tornanti e tunnel scavati nella roccia, si giunge alla stazione di Alp Grüm, dove, pur non essendo previsto incrocio, ci si ferma per una decina di minuti. Il tempo di prendere un caffè in compagnia del macchinista e del capotreno e di respirare la fresca, pura e frizzantina aria di montagna. Dopo un’altra veloce sequenza di gallerie il treno raggiunge il suo punto più alto. Un record europeo per una ferrovia ad aderenza naturale. Per chi volesse, è possibile scendere qui ed attendere un oretta di fronte al grande lago bianco e alle vette innevate della catena del Bernina.
Dopo il passo il viaggio prosegue in discesa. Sotto di noi inizia ad aprirsi la valle dell’Engadina incorniciata dalle alte vette della Alpi Retiche. Il treno passa velocemente lungo l’altopiano, d’inverno ambita meta sciistica con le località di Diavolezza, Suòt e Lagalb e gli impianti serviti direttamente dalle fermate del trenino. Dopo questa ultima località inizia la discesa e la ferrovia si immerge nuovamente nei boschi. Veloce sosta alla stazione di Morteràtsch, dove sullo sfondo si apre lo spettacolare proscenio dei ghiacciai del Morteràtsch appunto, e il treno corre veloce in direzione di Pontresina, mentre di fronte a noi si presentano i paesi nella tipica architettura alpina e si entra nell'atmosfera magica e mondana dell'Alta Engadina. Si rientra nel bosco, una stretta gola, ed ecco dopo un breve tunnel aprirsi davanti a noi alla sinistra il lago e sulla destra il paese di St. Moritz. A seconda dei treni scelti, si arriva alle 11,12 o alle 12,07.
Qui avete la possibilità di godervi il piacevole e raffinato paese di montagna e le molteplici opportunità che offre. Quasi ovunque accettano l’euro, anche se, da bravi svizzeri, fanno un cambio fisso un po’ artificiale e molto arrotondato. Vengono accettate tutte le carte di credito e sotto certi aspetti è anche più conveniente usarle.
Nessun problema con la lingua, a primo impatto parlano tutti tedesco, ma alla prima parola di italiano si adeguano subito al nostro idioma nazionale. Molto parlato è anche il Romancio, lingua neolatina fortemente diffusa nelle vallate alpine. Se proprio volete sfoggiare le vostre conoscenze linguistiche, potete tranquillamente usare anche francese ed inglese.
St. Moritz volendo può anche diventare la base per nuove avventure nel resto del cantone, lungo l’Engadina e l’alta valle dell’Inn, attraverso l’Albula per arrivare a Coira, o per intraprendere il viaggio a bordo del treno dei ghiacci, il Glacier Express, che in 7 ore e mezza ti porta a Zermat, dalla parte opposta del territorio elvetico e sotto l’ombra del Cervino.
I treni disponibili per il ritorno, per sfruttare a pieno la giornata, sono gli ultimi due delle 15,40 e delle 16,45. Con molta malinconia si ripercorrono boschi, valli ed altipiani attraversati il mattino, per arrivare, con il sole che si nasconde tra le cime dei monti, nuovamente in terra italiana. Ci attende la serata e l’ultima notte prima del ritorno.
Nei giorni festivi la mattina i treni per Milano sono pochi, abbiamo quindi la possibilità di svegliarci con più comodo e fare un’abbondante colazione. Il primo utile è il R2597 alle 12.45. Consiglio di avere già biglietti e prenotazioni fatte, perchè la domenica e i festivi la biglietteria di Tirano apre alle 12.30.
Un veloce cambio a Milano con l’ES*9445 delle 16.00, così che alle 20.30 siamo nuovamente a Roma, magari un po’ stanchi, ma soddisfatti di aver vissuto un fine settimana su una vera ferrovia di montagna. IPM - IlPendolareMagazine © www.ilpendolare.it



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