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Trasporti -
Situazione difficile per le stazioni del Lazio, il dossier di Legambiente
(IPM) - 15/05/2008 - 

Niente biglietterie o rivendite di giornali, difficile trovare un bar o un negozio, davvero poco presente il personale di stazione secondo la percezione dei passeggeri. Sono questi alcuni dei dati più significativi emersi dal dossier sullo stato delle stazioni ferroviarie a Roma e nel Lazio, realizzato da Legambiente Lazio, monitorando 53 stazioni negli ultimi due mesi, il 30,8% delle 172 stazioni nel Lazio.
In 32 delle stazioni (60,4%) gli utenti evidenziano una assoluta assenza di personale, in 12 una presenza saltuaria (22,6%) e solo in 9 costante (17%). Solo nel 47,2% dei casi, inoltre, sono presenti bar all'interno o subito all'esterno delle stazioni, che spesso diventano anche rivendite di biglietti e giornali; rivendite di giornali specifiche sono presenti in diciannove stazioni su cinquantatre, il 35,8% di quelle monitorate.
Nel 58,5% dei casi manca la rivendita dei biglietti e nel 62% di questi non c'e' nemmeno l'erogatrice automatica, meglio vanno le obliteratrici, assenti solo in 9 stazioni (il 17%). Se i tabelloni orari cartacei sono presenti quasi sempre (80,8%), quelli elettronici mancano ancora in 9 stazioni (17%).
Anche sulla qualità delle infrastrutture c'è molto da fare: i bagni mancano in ventisei stazioni (il 50,9% del totale) e sono invece malfunzionanti nel 9,1% delle restanti in cui sono presenti, in 11 stazioni la copertura non tiene la pioggia oppure consente a tutti i passeggeri di ripararsi, assenti nel 28,3% i cestini sulle banchine e nel 52% lo stato di pulizia degli spazi è insufficiente.
Nel 75% dei casi è presente un parcheggio nelle vicinanze, ma in quasi tutte risulta insufficiente.
"E' la vivibilità delle stazioni - afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio - la vera risposta anche sul fronte della sicurezza, la presenza di servizi, di un bar o di un giornalaio, della rivendita biglietti o degli addetti alle pulizie, di un parcheggio presidiato ma anche di personale ferroviario valgono più di qualsiasi telecamera per battere il rischio del degrado. Serve un grande piano di investimenti per adeguare le stazioni al nuovo flusso di passeggeri che le ha prese d'assalto negli ultimi anni, dando più servizi e attenzione a quei 320.000 viaggiatori nel Lazio che ogni giorno salgono su 930 convogli, persone che hanno scelto di uscire dall'ingorgo quotidiano del traffico e dello smog e meritano più cura".
"Questo chiediamo a tutti i comuni - continua il presidente di Legambiente Lazio - un piano che deve vedere, come è stato negli anni scorsi per le metropolitane nella capitale, nuovi ingenti investimenti economici e politici da parte delle amministrazioni, stavolta rivolti alle stazioni ed ai treni, che facciano da traino ad ulteriori finanziamenti da parte delle Regione Lazio e del Governo”.
"Emerge chiaro già dalla classificazione delle stazioni nel Lazio - commenta Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio - la mancanza di servizi ai passeggeri nelle stragrande maggioranza di esse, come viene evidenziato dal nostro dossier: ancora una volta quello che emerge è piuttosto pesante e vede il suo limite principale certamente nelle infrastrutture mancanti. Dopo anni di lotte dei pendolari e della Legambiente, di confronto con Trenitalia e con la Regione, finalmente qualche risultato sembra arrivare sul fronte della puntualita', ma sulle infrastrutture non si vedono passi avanti: i treni rimangono troppo affollati nelle ore di punta, a volte vecchi, la rete per il 39% e' ancora a binario unico nel Lazio, sulle stazioni c'è molto da fare come testimonia la nostra indagine".
Nel dettaglio, ogni linea ha la sua stazione che eccelle in disservizi.
Sulla Fr1 Fiumicino-Fara Sabina è Nomentana la peggiore stazione monitorata, dove non ci sono nè la biglietteria nè l'erogatrice, non c’è il bar nè l'edicola, il personale ferroviario è assente, i servizi igienici mancano e non c'è nemmeno l'annuncio vocale dei ritardi. Non esistono cestini, lo stato delle attrezzature è mediocre e lo stato di pulizia insufficiente, come la sicurezza nelle ore serali e notturne.
Della dodici stazioni prese in esame sulla FR2 Roma-Tivoli in undici manca lo sportello per acquistare i biglietti, ma ad Arsoli, Vicovaro e Castel Madama non ci sono neanche i tabelloni orari cartacei.
Sulla FR3 Roma-Cesano-Viterbo servizi igienici presenti solo in quattro stazioni, Bracciano, Manziana, Anguillara e Valle Aurelia, parcheggi affollati e solo in sette su undici stazioni è possibile acquistare il biglietto.
Su questa linea, si trova la stazione di La Storta, sotto i riflettori ultimamente per la questione sicurezza. Ma i dati emersi dal rapporto contrastano con quanto denunciato. In effetti, con un quadro non particolarmente negativo nel monitoraggio c'e' l'erogatrice di biglietti, il bar ed il distributore di bevande, la presenza del personale è saltuaria ma non assente, funzionano i tabelloni elettronici ed esistono luoghi di attesa, lo stato delle attrezzature è abbastanza buono e c'è il parcheggio di scambio con bus e navette sufficientemente illuminato.
Sulla Fr 4 Roma-Ciampino-Frascati/Albano/Velletri a pesare sono i troppi pericolosi e malfunzionanti passaggi a livello a raso e la linea a binario unico, che ne fanno una delle linee più a rischio guasti e problemi. Se a Velletri i tabelloni orari elettronici non funzionano quasi mai e quando c'è un temporale l'atrio della stazione si allaga, alla stazione Cancelliera, non c'è biglietteria né un giornalaio, non c’è obliteratrice, non ci sono servizi igienici, non ci sono nemmeno cartelloni orari e lo stato di pulizia è insufficiente.
Per la Fr5 Roma-Civitavecchia nella stazione di Marina di Cerveteri il personale ferroviario è assente, il parcheggio di scambio risulta insufficiente anche se due anni fa è stato raddoppiato e non ci sono bus e navette che raggiungono la stazione; a Maccarese, la pulizia degli spazi è insufficiente, così come insufficiente la sicurezza sia nelle ore diurne che notturne. Da segnalare il sottoutilizzo delle stazione Roma Aurelia, nonostante i grandi lavori del Giubileo del 2000.
Sulla Fr6 Roma-Frosinone-Cassino nelle stazioni di Sgurgola, Colonna Galleria, Ferentino e Labico non ci sono nè rivendite nè erogatrici di biglietti nè servizi igienici agibili e dove anche la manutenzione delle attrezzature ed il livello di pulizia rasentano il mediocre o l'inesistente.
La Fr 7 Roma-Minturno va un po' meglio per le macchinette obliteratrici e per i punti ristoro ma rimane un problema spesso la pulizia, mentre il servizio autobus non sempre resta attivo nelle ore serali.
La FR 8 Roma-Nettuno necessiterebbe di grandi lavori di manutenzione e pulizia, le uniche stazioni che si possono reputare funzionanti sono quelle di Torricola, Pomezia, Campoleone, Aprilia e Nettuno, mentre le altre versano in condizioni difficili.
A Nettuno la sala d'attesa e tutto l'atrio della stazione sono imbrattati da graffiti e tutta la stazione versa in uno stato di abbandono. Inoltre il piccolo parcheggio di scambio non è in grado di rispondere alle esigenze dei passeggeri. Tutte le altre stazioni monitorate sono prive di biglietteria, panchine e pensiline, servizi igienici, tabelloni orari e annunci vocali e nelle ore diurne e notturne non c'è presenza di personale ferroviario, come l'illuminazione quasi inesistente.

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