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Ambiente -
Riparte il TrenoVerde di Legambiente
Il Trno Verde di Legambiente in sosta al binario 1 di Roma Termini
(IPM) - 18/03/2008 - 

E’ ripartito il 21 Febbraio scorso dal binario 1 della stazione Termini, il Treno Verde. Diciannovesima edizione di un'iniziativa promossa da Legambiente e Ferrovie dello Stato che punta ad informare e sensibilizzare i cittadini riguardo le tematiche ambientali, attraverso l'unico mezzo di trasporto che si può conciliare con l'ambiente. Erano presenti alla conferenza stampa di presentazione, il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza e l' Amministratore Delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti.
Lo vedremo sostare per due mesi nelle principali stazioni di diverse province italiane. Da Salerno a Reggio Calabria, da Potenza a Frosinone, da Arezzo a Torino fino a Padova.
Questo è l'itinerario del treno che al suo interno trasporta un vero e proprio micro mondo. O come viene definito dagli stessi organizzatori, “un mondo tutto attaccato”. Tanti i temi affrontati nelle quattro carrozze espositive. Si parte con la mobilità sostenibile, per dimostrare che una valida alternativa al trasporto privato è già presente. Il trasporto collettivo e quello su ferro nello specifico sono infatti le uniche vere alternative. La questione dei cambiamenti climatici, invece, viene affrontata nella seconda carrozza e permette di toccarne con mano gli effetti. Attraverso piccoli plastici ci viene spiegato anche come funzionano le fonti d'energia rinnovabili. Eolico idroelettrico fotovoltaico e Idrogeno. La penultima carrozza, la terza, è incentrata su l' ”agire locale”. Ci aiuta a trovare soluzioni al problema dell'inquinamento energetico attraverso piccole azioni quotidiane, ci mostra i contributi concreti che ognuno di noi può dare alla salvaguardia del pianeta, anche attraverso il risparmio energetico. Altre campagne all'interno del Treno sono quelle di “Isolando”, una campagna sull'isolamento termico e acustico. “Mal'aria” e “PM10 ti tengo d'occhio” invece monitorano le emissioni di polveri sottili nei capoluoghi di provincia.
Treno verde quindi che, dal 1988 ci tiene compagnia, è anche un grande progetto culturale. Permette alle persone di avere notizie utili sul proprio territorio, ponendo attenzione sulla questione delle polveri sottili e su tutte quelle tematiche che riguardano la salvaguardia dell'ambiente.
In conferenza stampa, Vittorio Cogliati Dezza ha posto l'accento, oltre che sulla funzione del treno, anche sui mancati finanziamenti al trasporto su ferro. Ci si aspettava infatti un finanziamento per 1000 treni pendolari. Nell'ultima finanziaria, al contrario, sono stati spostati 92 milioni di Euro dalla ricerca al trasporto su gomma. Si denota attraverso operazioni di questo tipo, quanto sia l' Italia, ancora troppo dipendente dal trasporto su gomma e che si voglia fare ancora troppo poco per cambiare le cose. Il treno verde, come dice sempre il presidente di Legambiente tenta di lanciare anche messaggi politici verso chi governerà dopo il 13 aprile. E' indubbio che si dovrà agire attraverso il miglioramento dei servizi pendolari e nella direzione della diminuzione del traffico su gomma.
L'AD delle ferrovie, invece ci fa notare come solo in Italia il treno sia sottovalutato, ponendo l'accento sul traffico merci. Negli Stati Uniti ad esempio le merci vengono scambiate per il 70% su treno. “Mentre noi - afferma sempre Moretti - siamo messi a macchia di leopardo con luci ed ombre”.
Tuttavia è stato fatto e si farà molto per puntare sui treni. Si sta creando una rete di servizio merci che possa servire i porti italiani aumentandone così la forza e si sta disegnando inoltre una mappa per lo scambio treno/gomma. “In questi anni - dice Moretti - si stanno adeguando i treni per il trasporto passeggeri locale”. Tuttavia non basta quello che si sta facendo, sempre secondo l' amministratore delegato, bisogna investire di più sulle grandi città, aumentando le frequenze dei treni nelle ore di punta. Proprio questo è il punto dolente. Dovrà essere un lavoro da svolgere insieme alle regioni, e dovranno essere proprio loro ad ordinare i treni. “La questione ferroviaria va trattata come in Francia e Germania”, servono più risorse ed attenzione politica.
Un'altra questione importante che è stata posta riguarda le pulizie. Moretti afferma di sapere che si tratta del “buco nero” ma dice anche che si stanno facendo delle verifiche e che si avranno presto delle risposte riguardo il lavoro che le compagnie appaltatrici svolgono. Non esclude inoltre, tra le soluzioni, quella di risoluzione di accordi contrattuali attuali. Ci fa sapere anche che in Italia si spendono più soldi per pulire i treni di quanti non se ne spendano in Francia e Germania. Sintomo che qualcosa non va per il meglio e che si dovrà riguardare il modo in cui si è agito fino ad ora.
Un' ultima menzione riguarda l'alta velocità. Entro breve vedremo terminata la tratta Milano-Bologna che darà così all'Italia una dorsale su ferro importante. Ma soprattutto come spiega Moretti, permetterà di cambiare l'uso delle vie ferrate che ora sono occupate dagli Eurostar. Questo permetterà senz'altro di migliorare anche il trasporto pendolare e quello dei treni Intercity.
Ce lo auguriamo e vigileremo nel tempo.

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