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Primo Piano -
Riapre Manzoni. Intervista con Roberto Cavalieri, amministratore delegato di Metropolitana di Roma.
(IPM) - 06/12/2007 - 

Da Walter Veltroni al comune cittadino, tutti presenti all'inaugurazione della "nuova" stazione Manzoni. Dopo 20 mesi di lavori in corso, alle 14 di lunedì 8 ottobre ha aperto al pubblico la stazione del futuro. Numerose le novità e gli accorgimenti tecnici che fanno della Manzoni un'importante avanguardia tecno-mobile del Lazio e il fiore all'occhiello dell'azienda di trasporto pubblico capitolina.
Ma come e cosa c'è di nuovo ce lo racconta l'Ing. Roberto Cavalieri, amministratore delegato di Metropolitana di Roma spa e presidente Dell'UITP, Unione Internazionale Trasporti Pubblici.

In un comunicato Atac dell'8 ottobre, si definisce Manzoni stazione del futuro, in che modo si può parlare di futuro nei trasporti pubblici?
"Manzoni è stata un'impresa importante e di grosse proporzioni, chiusa 20 mesi per rilevanti ritrovamenti archeologici, che hanno rallentato i lavori ma che non hanno impedito la realizzazione delle principali novità. Come tipo di stazione, è un prototipo di sicurezza, infatti differisce dalle altre per i materiali utilizzati, un metallo traslucido chiaro, che conferisce alla struttura una maggiore luminosità; il totale abbattimento delle barriere architettoniche; una nuova segnaletica di orientamento capace di indirizzare gli utenti durante il percorso entrata/uscita, garantendo in questo modo una semplice ed efficace fruibilità del servizio".

Come sono stati valorizzati i ritrovamenti archeologici?
"I ritrovamenti sono stati portati in superficie e messi in evidenza, insieme con la Sovrintendenza ai Beni Archeologici di Roma, grazie all'ausilio di vetrine protette che espongono vasi e cocci. Con la stessa modalità è stato esposto anche il ritrovamento più importante, un muro romano di età Imperiale, assolutamente accessibile a tutti i cittadini".

Si può pensare, in un futuro, di adeguare tutte le altre stazioni allo stesso modo?
"Come Manzoni no, o almeno no per le stazioni centrali, perché si rischierebbe di non aprirle più. I lavori su Manzoni sono stati difficili e approfonditi, fare le stesse modifiche su stazioni centrali, come per esempio Spagna o Barberini, implicherebbe la loro chiusura con grandi disagi per la mobilità. Però possono essere previste, per alcune stazioni non centrali della A, modifiche similari sul sistema di comunicazione e di illuminazione. Al contrario, con la stessa innovazione di Manzoni, si presenteranno le linee C e B1 che apriranno al pubblico entro la fine del 2011".

In un altro comunicato Fulvio Vento, presidente di Atac spa, parla di maggiore sicurezza, in quali termini è stata realizzata?
"La sicurezza è stata garantita tramite un sistema di controllo, gia implementato nel 2005, con il passaggio dall'analogico al digitale, con un maggior numero di vigilanti privati interni e con un sistema aggiuntivo di telecamere di videosorveglianza. Manzoni è una stazione molto profonda e oggi ha meno angoli bui e un minore effetto tunnel, grazie anche ad un rinnovato sistema di scale mobili, atte a ridurre al minimo il rischio di guasti e fermi".

Schematizziamo, quindi, le novità più importanti.
- Il sistema di ventilazione è stato totalmente modificato.
- Il materiale utilizzato che garantisce una maggiore effetto luce.
- Il tipo di informazione chiara, semplice ed efficiente.
- La presenza visibile di addetti alla stazione, collocati in un box a vetro centrale.
- Accessibilità totale per i disabili, con abbattimento di barriere architettoniche, e non vedenti e ipovedenti, coadiuvati da altoparlanti e percorsi tattili.
- Un moderno sistema antincendio, la cui efficacia è maggiore grazie alla scelta dei materiali per le finiture e alle barriere d'aria previste dall'impianto di ventilazione.
- Sono stati creati nuovi locali di servizio, installate nuove emettitrici di biglietti e bagni autopulenti.

Siamo davanti ad una maestosa impresa costata circa 10 milioni di euro e che ogni giorno verrà utilizzata da circa 20 mila persone. D'ora in poi si chiamerà "Manzoni - Museo della liberazione" per la vicinanza a via Tasso, ex prigione nazista e sede dell’omonimo museo. Un intervento che si inserisce in un più ampio progetto atto a stabilire i principi dell'"identità urbana", che la società Inarea sta coordinando dal 2004, attraverso il residing del sistema di brand. L'idea è quella di unificare le varie realtà dell'universo cittadino. Un sistema che trova il suo utilizzo dalla carta intestata dell'amministrazione comunale alle comunicazioni al pubblico, dalla segnaletica degli uffici alle livree dei mezzi di trasporto.
Allo stesso modo si orientano gli interventi che Inarea ha curato nell'ambito delle "utilities urbane", con una serie di progetti mirati a favorire la riconoscibilità, migliorare il dialogo ed estendere il "sistema-Roma" alle aziende comunali e a tutti gli ambiti di servizio-contatto con i cittadini.
Manzoni, quindi, un tassello che compone un mosaico più grande che tende a ridefinire i contorni della nuova era urbana, decisamente più attenta all'ambiente, ai mezzi di comunicazione, all'innovazione tecnologica.
Manzoni come capostipite di un pensiero in divenire che, solo 77 anni fa, faceva fatica a decollare. Basti pensare che la prima metropolitana romana venne progettata e iniziata negli anni '30 sotto il fascismo, al solo scopo di collegare rapidamente la stazione Termini con il nuovo quartiere E42 (EUR). Nel 1940 i lavori si interrompono con l'entrata in guerra dell'Italia. Erano, però, già state realizzate alcune gallerie nel tratto che va da Termini a Piramide e che furono usate come rifugi antiaerei.
I lavori riprendono nel 1948 e la prima linea B viene inaugurata il 10 febbraio 1955. Numerose problematiche hanno contraddistinto la realizzazione di una vera e propria rete metropolitana, sul modello di quella Londinese e Parigina, a scapito di un grave ritardo nello sviluppo. Solo nel 1959 viene approvata la costruzione di una seconda linea, da Anagnina a Prati, incrociando la già esistente B a Termini. La costruzione inizia nel 1964 con una serie di intoppi e con una pausa di 5 anni. Finalmente, nel 1980, entra in servizio la linea A, da Anagnina a Ottaviano. Negli anni, poi, le esigenze di mobilità urbana hanno reso necessari alcuni prolungamenti, fino ad arrivare alle generose prospettive odierne che serbano in cantiere le linee B1, C e D.
Dagli anni '30 ad oggi ci divide il secondo conflitto mondiale, la ricostruzione pratica e morale dell'idea di patria, dell'essere cittadino del mondo, dell'uomo inteso come essere umano e non più come macchina da guerra. E' cambiato il punto di vista da cui si osserva la realtà e con l'appoggio della tecnologia, oggi siamo in grado di migliorare decisamente la qualità della vita. Manzoni è il simbolo di queste numerose possibilità offerte dalla sinergia tra il nuovo modo di pensare e le avanguardie tecnologiche. Un prototipo di sicurezza e innovazione che ben si sposa con il desiderio di modernità al passo coi tempi, rispettando la memoria storica delle nostre città. Da allora ad oggi le città parlano e ci raccontano ciò che sono state, come vivevano, le gioie per le vittorie e il dolore per i caduti. Un bene comune da conservare e preservare, la nostra storia e i suoi monumenti come gioielli da custodire ma che intrinsecamente rappresentano un monito per non dimenticare coloro che, prima di noi, hanno posto le basi della nostra emancipata modernità.

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