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Approfondimenti e Tecnica -
Parte da Roma il progetto per il bus del futuro, più ecologico e più accessibile
(IPM) - 20/10/2008 - 

Impiegato da circa l’80% della popolazione mondiale , l’autobus rappresenta il veicolo per il trasporto pubblico più utilizzato, efficiente ed economico, restando ancora oggi la soluzione migliore per migliorare il trasporto urbano.
La Commissione Ue crede in questa indagine ed e ha contribuito con un investimento 26 milioni di euro nel progetto EBSF, “European bus system of the future”, della durata di quattro anni e che rappresenta una delle maggiori iniziative di ricerca e sviluppo sul trasporto di superficie avviate dall'Ue.
Il progetto, promosso dall'Associazione internazionale del Trasporto pubblico (Uitp) e a cui partecipano 47 partner italiani come l'Associazione nazionale del settore trasporti pubblici locali, Asstra, e Trambus, che gestisce il trasporto pubblico di superficie a Roma, è stato presentato a Roma, alla presenza del commissario europeo ai Trasporti nonché vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, il presidente dell'Unione Internazionale dei Trasporti Pubblici, Roberto Cavalieri, e l'assessore capitolino alla Mobilità, Sergio Marchi.
"E' la prima volta che un progetto sul trasporto in autobus mette al centro l'intero sistema - ha osservato Tafani - Ebsf, infatti, intende migliorare non solo i mezzi, ma anche le strutture di accesso ai mezzi, come ad esempio banchine, corsie preferenziali, strumenti di localizzazione e l'esercizio dei bus, armonizzando le tre componenti in un sistema standardizzato, più ecologico grazie a tecnologie pulite all'avanguardia e più efficiente”.
"Se il trasporto pubblico è efficiente - ha argomentato Tajani - si può pensare di ridurre il traffico, le ore sprecate in coda, l'inquinamento e anche i costi, visto l’oscillare del prezzo del carburante. E meno costi significa più crescita”.
"In particolare - ha rivelato Tajani - mi sta molto a cuore un punto del progetto: l'accessibilità per tutti, incluse quindi le persone a mobilità ridotta. Parliamo dei disabili, ma anche degli infortunati e degli anziani, in tutto un terzo della popolazione dell'Unione europea".
"Dobbiamo aiutarli - ha sottolineato Tajani - per riconoscere un loro diritto, quello alla libertà di movimento".
Tra i 47 partner un ruolo importante oltre ad Asstra e Trambus, verrà ricoperto anche da ATM di Milano e di Verona, importanti aziende estere, tra cui spiccano la RATP, TEC, RATB, e l’azienda di trasporti di Madrid, Università, tra cui Roma 3 e Università di Roma e le 5 principali case costruttrici di mezzi, Irisbus Iveco, Evobus Mercedes, Man, Scania e Volvo.
"Sicurezza, comfort e tutela dell'ambiente devono essere presenti nel progetto, per un futuro con meno inquinamento e meno traffico", ha sollecitato Guido Del Mese di Asstra, che ha proposto di celebrare la chiusura del progetto a Roma.
"Quando abbiamo ricevuto la proposta abbiamo aderito subito – ha raccontato l'amministratore delegato di Trambus, Adalberto Bertucci - perchè vogliamo alta tecnologia, maggiore efficienza, meno inquinamento, mezzi più belli e percorsi apprezzabili. Vediamo il progetto con grande favore, per un servizio meno inquinante e che dia benefici sia ai cittadini sia ai turisti".
"Ci impegneremo sia durante la progettazione sia durante l'applicazione - ha assicurato il direttore generale di Trambus, Tullio Tulli - la sfida è sintetizzare le esigenze dei 47 partner".
Alla cerimonia ha preso la parola anche l'assessore alla Mobilità e ai Trasporti del Comune di Roma, Sergio Marchi affermando che "Roma aderirà sempre in modo convinto a progetti del genere. E grazie al nostro grande know-how, siamo partner attivi".
Il progetto avrà la durata di quattro anni e la Capitale sarà una delle sette città in Europa in cui le tecnologie-prototipo e le pratiche sviluppate saranno messe alla prova della strada, tra le altre Bremerhaven, Budapest, Goteburg, Lione, Madrid e Rouen.
 

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