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Trasporti - Marche
Nuovi orari per i treni marchigiani tra soppressioni e proteste
(IPM) - 29/04/2010 - 

Per gli utenti Trenitalia marchigiani il 2009 si è concluso tra disagi e proteste ma il nuovo anno è iniziato nel segno del cambiamento.
Come sappiamo, il 13 dicembre scorso è entrato in vigore il nuovo orario ferroviario nazionale, che ha portato gravi ripercussioni sull’utenza marchigiana in riferimento ad orari, coincidenze, soppressioni e mancate fermate.
“La riprogrammazione, quest’anno particolarmente significativa, è stata effettuata da Trenitalia senza coinvolgere o informare le istituzioni regionali” – con queste parole l’assessore regionale ai Trasporti Pietro Marcolini aveva accusato i vertici di Trenitalia, appena entrato in vigore il nuovo orario ferroviario. Il Governo regionale, infatti, ha subito colto il malcontento della popolazione e si è reso conto degli evidenti disagi provocati dal cambiamento degli orari. In particolare Marcolini ha lamentato l’attuale inutilità della carta “Tuttotreno Marche”, fino a dicembre fiore all’occhiello del trasporto marchigiano. Tale carta, infatti, istituita in accordo con Trenitalia, era entrata in vigore a marzo 2009 e consentiva agli utenti residenti nelle Marche, in possesso di un abbonamento ai servizi regionali mensile, annuale o integrato, di accedere ai servizi della lunga percorrenza ad un costo forfettario di 90,00 euro fino a 60km e di 110 euro oltre 60km, anche con destinazione nelle regioni confinanti Abruzzo, Emilia Romagna e Umbria. L’Assessore ai Trasporti ha rilevato le conseguenze determinate dal cambio degli orari che ora, in effetti, impedisce a chi è in possesso della carta di accedere a tutti i servizi della lunga percorrenza pagando solo una quota integrativa. Da dicembre molti pendolari si sono sentiti perciò beffati in quanto, con il nuovo orario ferroviario, sono venute a mancare fermate e coincidenze fondamentali per i loro spostamenti, ed è stata loro negata la possibilità di usufruire della carta “Tuttotreno Marche”.
Questo malumore si è concretizzato, il 29 dicembre scorso, in una manifestazione promossa dalla Regione Marche e condivisa dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni di consumatori e pendolari, presso la stazione ferroviaria di Ancona. Alla protesta erano presenti il governatore marchigiano Gian Mario Spacca e l’assessore regionale ai Trasporti Pietro Marcolini, oltre ad altri assessori, parlamentari marchigiani, sindaci, rappresentanti delle Province, dei sindacati e delle associazioni dei consumatori. I manifestanti avevano simbolicamente occupato il primo binario della stazione ferroviaria di Ancona per cinque minuti, il tempo necessario per far ritardare la partenza di un treno regionale diretto a San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno).
“Non possiamo accettare che le Marche vengano emarginate dal grande traffico ferroviario” – aveva affermato Spacca – chiediamo l'apertura di un tavolo al Ministero con l'amministratore delegato di Trenitalia Moretti e le altre Regioni interessate, per avere un piano a lungo termine per l'interconnessione dell'Italia centrale con i collegamenti nazionali e internazionali su ferro”. “Basta subire le scelte e i tagli di Trenitalia - aveva aggiunto l'assessore Marcolini - Le Marche devono alzare la testa e pretendere più attenzione”.
L’obiettivo della clamorosa protesta era apparso subito chiaro: il ripristino dei vecchi orari antecedenti il 13 dicembre, l’apertura immediata di un tavolo di trattative e la garanzia che soluzioni alternative siano programmate per le zone escluse dal traffico ferroviario. Erano questi i temi cari agli utenti marchigiani che hanno apprezzato l’iniziativa della Regione, infatti in tanti hanno anche preso parte alla manifestazione del 29 dicembre. Altri però non hanno condiviso la protesta, considerata tardiva e ormai inutile. Gravi accuse sulle modalità della reazione del Governo regionale sono arrivate in particolare dal vicepresidente Pasqualino Piunti e dall’assessore ai Trasporti Filippo Olivieri della Provincia di Ascoli Piceno. “In sede di contrattazione con Trenitalia, la Regione avrebbe dovuto vigilare chiedendo rassicurazioni ed impegni riguardo a tutte le fermate dei treni sul territorio di competenza – hanno sostenuto i politici ascolani, riferendosi in particolare a soppressioni e cambi di orari nella stazione di San Benedetto del Tronto – manifestare sui binari dopo che i tagli sono stati effettuati, appare un’azione insufficiente e tardiva”.
La protesta simbolica del 29 dicembre, e le manifestazioni che si sono svolte anche successivamente, sono però servite se oggi le Marche possono usufruire di un nuovo orario di Trenitalia in vigore da questo mese. Infatti, a seguito del serrato confronto avvenuto nelle scorse settimane tra l’Amministrazione regionale e l’Amministratore delegato di F.S. Mauro Moretti e di Trenitalia, Vincenzo Soprano, da fine febbraio si è avuta conferma di alcune variazioni all’orario ferroviario del 13 dicembre. Ad esempio, è stato ripristinato un nuovo treno per la tratta Torino-Lecce e viceversa, che nelle Marche fermerà a Pesaro, Fano, Senigallia, Ancona, Civitanova Marche, Porto San Giorgio e San Benedetto. Sulla tratta nord-sud fermerà ad Ancona alle 17, sulla tratta sud-nord invece la fermata nel capoluogo dorico è prevista alle 12,10.
Per l'assessore ai trasporti Marcolini, si tratta di un “risultato positivo, seppur ancora parziale, che si aggiunge a quello già ottenuto con il ripristino della fermata di Falconara Marittima in coincidenza con Roma e al rimborso della Carta “Tuttotreno” per gli utenti della nostra regione che l'avevano acquistata in anticipo ma che a seguito del nuovo orario non potranno più usufruirne”.
Tra proteste e malcontenti dal mese di marzo anche gli utenti marchigiani possono usufruire al meglio del servizio ferroviario regionale e nazionale, pur sentendo il bisogno, e in alcuni casi la necessità, di una linea ad Alta Velocità che passi anche per l’Adriatico, ma, questa è un’altra storia. 

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