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Mobilità - TrentinoAltoAdige
Metroland, il futuro del trasporto trentino viaggia sulla ferrovia
Un Coradia Eti 8/8 in servizio sulla Trento-Marilleva
Un momento del convegno sulle ferrovie di montagna e Metroland
Un momento del convegno sulle ferrovie di montagna e Metroland
(IPM) - 16/11/2009 - 

Futuro interessante per la mobilità trentina grazie a Metroland, il progetto promosso e finanziato dalla Provincia di Trento che prevede di riformare completamente la mobilità del territorio, con nuovi corridoi ferroviari a comporre una spina dorsale di scorrimento veloce che si innerva lungo le principali valli del Trentino, illustrato in occasione del convegno per i 100 anni della Ferrovia Trento-Malè. (link al centenario)
“Lo scopo principale del progetto - spiega l'assessore provinciale ai trasporti Alberto Pacher - è quello di avvicinare le valli al capoluogo. L'obiettivo è quello di impedire lo spopolamento dei paesi e per farlo, con questo progetto, si intende avvicinare in termini di tempi di percorrenza le valli a Trento”.
E da Pacher la conferma dell’intenzione da parte della giunta provinciale “di spendere più di 500 milioni fino alla fine della legislatura per promuovere il treno in tutte le principali valli”.
La prima realizzazione, nelle intenzioni dell’amministrazione provinciale sarà la tratta interna alla val di Fassa e alla val di Fiemme in tempo per i mondiali di sci nordico del 2013.
Ma nel suo complesso Metroland si compone di diverse infrastrutture che sostituiranno nel lungo periodo l'attuale rete di trasporto locale, operata prevalentemente con vettori su gomma, perfezionando, così un nuovo sistema di collegamenti basata su dorsali su ferro su cui confluiscono gli autoservizi locali.
Un progetto ambizioso che intende realizzare una vera e propria metropolitana di superficie provinciale che dalle valli discenderà fino al fondovalle atesino e, sfruttando le caratteristiche specifiche di un sistema treno-tram, attraverserà da nord a sud il centro cittadino di Trento, con adeguate corsie protette lungo le attuali sedi stradalied integrandosi con la futura linea ad alta velocità e ad alta capacità del Brennero nel progettato terminal ferroviario previsto nell’area dell'attuale ex-scalo Filzi.
Alla base del progetto il desiderio ad investire sull’alta qualità del servizio che si verrebbe ad offrire e su un’adeguata riduzione dei costi di gestione. Costi che gli uffici della Provincia hanno attentamente valutato, con tabelle, ipotesi su tempi di percorrenza e calcoli di sostenibilità economica.
Le linee previste saranno quattro, due di nuova realizzazione, verso Tione passando per la Vallagarina e il Bassa Sarca, verso la val di Fassa e il Primiero e due che prevedono interventi di potenziamento e adeguamento per meglio rispondere alle nuove esigenze, con l’elettrificazione della linea della Valsugana, e gli interventi già preventivati sulla linea verso Malè e Marilleva, con il prolungamento fino a Fucine.
I costi complessivi di tutto il progetto vengono stimati in oltre due miliardi di euro. La più cara sarà la tratta tra Borgo e Soraga, 874 milioni di euro per 32,7 chilometri. Molto costosa anche la tratta tra Borgo e Imer: 614 milioni per 34,1 chilometri.
Non manca ovviamente qualche malumore legato al progetto provinciale principalmente su due questioni. Per iniziare la rivoluzione che Metroland imporrà all'attuale sistema di trasporti, e in seconda battuta i costi enormi dell'intero progetto, sia dal punto di vista gestionale che storico-culturale ed ambientale.
Però se qualche dubbio appunto c’è, i dati di utilizzo dei servizi di trasporto pubblico vengono in soccorso a diradare ogni incertezza. Attualmente, infatti, quotidianamente sono circa 15.500 i passeggeri che viaggiano sulle tratte ferroviarie locali. Circa 4 mila si servono della ferrovia della VaIsugana, altri 7 mila usano la Trento-Malè-Marilleva e 4.500 utilizzano i convogli locali sulla tratta del Brennero. Numeri importanti per un territorio di montagna come quello Trentino, al quale si vanno a sommare le altre decine di migliaia di utenti delle autolinee. Un bacino quest’ultimo, che secondo quanto calcolato dalla Provincia, potrebbe agevolmente essere trasferito sul Metroland con un traffico di persone su rotaia fino a 25 mila persone al giorno con notevoli vantaggi sia dal punto di vista del traffico che ambientale.
Ed ora che le Dolomiti sono state dichiarate dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità, è importante investire in progetti che possano aiutare la mobilità in modo sostenibile, e perché no, anche in modo più dolce così da poter offrire nuove prospettive per visitare conoscere e scoprire questi meravigliosi angoli incontaminati in modo intelligente e non inquinante.

 

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