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MaternitÓ in Trambus, un percorso privilegiato per neo mamme e papÓ
(IPM) - 21/03/2007 - 

'Maternità e paternità: una fermata, non il capolinea'. E’ questo il titolo di un importante progetto sperimentato da Trambus che, ancora una volta, mette in evidenza la persona umana come centro dell’azienda.
Martedì 6 marzo, nel corso del convegno ‘Il benessere in Trambus: un percorso facilitato’, il presidente di Trambus Raffaele Morese, il direttore operativo Tullio Tulli e l’amministratore delegato Filippo Allegra hanno fatto un bilancio della sperimentazione del progetto, durata 12 mesi e conclusasi l’11 marzo scorso.
E’ stata la prima parte del convegno quella dedicata alla presentazione di 'Maternità e paternità: una fermata, non il capolinea', il nuovo progetto portato avanti da Trambus, che mira a conciliare i tempi di vita e di lavoro del capitale umano nell’azienda.
Finanziato dal Ministero del Lavoro, il progetto ha l’obiettivo di aiutare le donne che rientrano dopo un lungo congedo parentale per maternità, a 'sentirsi bene' in azienda dopo l'assenza.
Fase preliminare, erogazione del servizio, analisi e valutazione dei risultati. Sono queste le tre fasi che compongono il progetto e che sono state ampiamente presentate nel corso del convegno.
La fase preliminare ha riguardato focus group con lavoratori/trici provenienti da maternità o parentali e congedi per malattia, e interviste con il responsabile delle relazioni industriali, il direttore delle risorse umane, l’amministratore delegato e con il direttore della produzione. Inoltre, durante questa fase, Trambus ha formato e messo a disposizione 12 “facilitatori della conciliazione”, specifiche figure di riferimento per dare supporto organizzativo e psicosociale ai dipendenti che rientrano dal congedo.
Il fulcro del progetto sta però nella fase dell’erogazione del servizio, caratterizzata dall’accoglienza del lavoratore/trice che torna dal congedo, dal bilancio delle competenze dei dipendenti, dall’attuazione di moduli formativi a distanza e per finire da incontri di gruppo finalizzati a riflettere sul proprio autosviluppo per migliorare lo “stare in azienda”.
Per concludere, non può mancare l’analisi e la valutazione dei risultati ottenuti durante la sperimentazione. I risultati sono stati talmente soddisfacenti da spingere il presidente Morese e tutta l’azienda a pensare di continuare il progetto dopo la sperimentazione.
"Il modello ha funzionato bene, certo va migliorato - ha spiegato il direttore operativo di Trambus Tulli - Sicuramente andremo avanti, pensiamo infatti di estenderlo anche ai casi che riguardano il rientro sul lavoro dopo gli infortuni, quindi con un'attenzione in più alle Pari opportunità tra uomini e donne”.
"Mi sono sentita accolta, meno sola, soddisfatta dell'iniziativa", è questa la dichiarazione di Lia, una delle 16 lavoratrici Trambus che hanno partecipato al progetto, parlando della sperimentazione alla quale ha preso parte. Sentire una neo mamma che si dice così soddisfatta del suo rientro sul posto di lavoro significa tanto per Trambus, visto quanto ha investito su questo progetto, come su tante altre iniziative che hanno dato voce al capitale umano dell’azienda.
Trambus ha infatti compreso che per servire bene i cittadini-utenti deve innanzitutto andare incontro ai cittadini-dipendenti che, prima di essere autisti o impiegati, sono persone umane e come tali devono essere trattate.

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