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Le ferrovie dei Castelli, servizi e disservizi sulle Fr4
(IPM) - 04/07/2007 - Parlando di mobilità ferroviaria nel Lazio, si pensa quasi d’istinto all’alta velocità e alle grandi direttrici nazionali che attraversano la regione da nord a sud, transitando per quel nodo nevralgico rappresentato da Roma Termini e ancora di più da una stazione ai più sconosciuta, ma importantissima per il trasporto su ferro, rappresentata da Roma Casilina. Da queste due stazioni, Termini e Casilina, transita una linea ferroviaria regionale che è croce e delizia per migliaia di pendolari a sud della Capitale. Stiamo parlando della Fr4 Roma-Ciampino e diramazioni per Frascati, Albano Laziale e Velletri. In particolar modo quest’ultima linea il vero dente cariato delle ferrovie dei Castelli, con un utenza in costante crescita e problematiche infrastrutturali e di servizio ancora scarsamente risolte.
La linea Fr4, e le sue diramazioni, rappresentano la spina dorsale per la mobilità dai Castelli Romani al centro città essendo l’unico collegamento veloce, e questa sua vocazione è confermata dalle migliaia di pendolari che ogni giorno salgono a bordo dei treni regionali, per raggiungere il proprio luogo di lavoro. Una scelta coraggiosa, se si tiene conto del rischio di un ritardo quasi certo e dei continui disagi e disservizi, treni affollati, aria condizionata d’estate e riscaldamento d’inverno fuori servizio, sporcizie e vandalismi, che spesso è volentieri si presentano quotidianamente agli utenti. Gli stessi che da tempo a gran voce richiedono standard qualitativi migliori, che devono passare non solo attraverso l’entrata in servizio di nuovo materiale rotabile, ma soprattutto da un potenziamento dell’infrastruttura, da una maggiore pulizia e controllo su mezzi e nelle stazioni, e da una più capillare reperibilità dei titoli di viaggio.
La regolarità del servizio vede circa l’85% dei treni programmati giungere a destinazione con ritardi contenuti entro i 15 minuti, con valori più elevati sulla linea per Velletri, dove i ritardi si attestano su una media di 18 minuti. Sulle tre linee sono quotidianamente in circolazione 140 treni, con una capacità complessiva di circa 68000 passeggeri, composti da elettromotrici Ale801/940 e Minuetto, e da convogli Vivalto a 5 e a 7 carrozze e complessi a due piani da 5 vetture trainati da locomotive E464.
Alcune corse, in particolar mondo nelle ore di scarsa utenza o di maggiore traffico ferroviario per l’ingresso in città, limitano o partono dalla stazione di Ciampino, dove interscambiano con i treni da e per Roma provenienti dalle altre linee dei Castelli o dalla Fr8 Roma-Cassino.
La linea che soffre maggiormente per il sovraccarico dell’utenza e di infiniti malanni quotidiani è la Roma-Velletri, che da sola carica circa il 60% dei passeggeri che gravitano sulle tre ferrovie Fr4.
Lunga 96 km, la linea vede ogni giorno lungo i binari 56 treni da e per Roma, con un servizio dalla mattina prestissimo, prima corsa da Roma Tiburtina alle ore 3,38, fino alla sera con il R7258 delle 22,43 per Roma, ed una percorrenza media che si attesta intorno all’ora. Salvo allungamenti di percorrenza che il più delle volte portano il viaggio intorno all’ora e venti minuti.
Le problematiche maggiormente lamentate dai pendolari sono ritardi costanti che si ripercuotono a catena su tutto il traffico ferroviario della giornata, anche a causa di turni materiale molto rigidi, e molte volte costringono Trenitalia a garantirli con autoservizi sostitutivi, con un’offerta di livello qualitativo altamente inferiore rispetto a quello su rotaia. Ci sono poi i numerosi passaggi a livello, come famoso quello di Pavona, per il quale si stanno combattendo grandi battaglie politiche legate anche all’interramento della linea, che andando in tilt bloccano sia il traffico veicolare che ferroviario. Per non parlare infine delle vetture, a bordo delle quali si lamenta una perenne scarsa pulizia, sintomo però a volte anche di uno scarso senso civico di una parte degli stessi utilizzatori.
La linea per Velletri inoltre è stata testimone di una delle pagine più tragiche del trasporto ferroviario laziale. Il 27 gennaio 1991 due elettrotreni si scontrano frontalmente nelle vicinanze della fermata di Casabianca causando la morte di 6 persone, tre ferrovieri e tre passeggeri. L'incidente viene causato infatti da un errore del Capostazione di Ciampino che dà erroneamente il via al treno per Velletri convinto che il treno giunto sul binario attiguo sia il treno incrociante, che guarda caso invece è in lieve ritardo. Purtroppo però il treno appena arrivato in stazione era quello proveniente da Frascati. Nei pressi di Casabianca all'uscita della curva il treno proveniente da Roma si trova davanti l’altro convoglio e l'impatto è inevitabile. Sommerse dalle polemiche e della oggettive responsabilità, le FS provvedono a far iniziare rapidamente i lavori di ammodernamento, con sostituzione dell'armamento e installazione del sistema centralizzato del controllo del traffico (CTC).
Ulteriori migliorie nell’esercizio sono state apportate dal 2005, con l’entrata in servizio dei treni Vivalto, e con l’utilizzo di composizioni più pesanti in particolar modo per le corse della mattina, che riscontrano un’affluenza che raggiunge e più delle volte supera il 100%.
La voce dei pendolari riecheggia forte ogni giorno a bordo delle vetture. “Noi pendolari siamo un eccellente spot elettorale” così ha esordito Nicola, 45 anni, impiegato, che da 20 anni circa viaggia con il treno Velletri-Roma. Alla domanda che cosa è un pendolare, risponde così “ogni nuove elezioni si presenta qualcuno che ci promette che si impegnerà per risolvere i problemi giornalieri, i ritardi i disservizi, viaggiano un giorno con il treno e riescono a capire tutti i problemi, poi dopo eletti continuano a viaggiare in macchina”. La stessa domanda viene posta a Emiliano 24 anni, iscritto alla facoltà di Ingegneria medica, che afferma “un pendolare è una persona come tante altre che ogni mattina e sera affronta centinaia di problematiche”. “In estate la più sentita è la mancanza di aria condizionata e l’impossibilità di viaggiare con i finestrini chiusi” e questo lo evidenziano Fabrizio, 33 anni, analista programmatore e Romina, 30 anni, impiegata.
“Non riesco a capire perché ancora si ostinino a non trovare una soluzione per i passaggi a livello” esorta Fabrizio, “All’inizio del mese, siamo rimasti fermi per 76 minuti presso la stazione di Lanuvio per un passaggio a livello guasto. Il controllore questa volta si impegnava molto ad avvertire tutti i passeggeri, ma rimanere fermi per un ora e un quarto a due stazioni dal capolinea mi sembra assurdo”. Le persone intervistate fanno notare che le problematiche sono sempre le stesse da anni. Scarsa informazione tra personale e clienti, il problema dei passaggi a livello che appena piove si bloccano e restano bloccati anche per ore, mentre nella bella stagione quando le temperature cominciano a salire, la mancanza totale o quasi dell’aria condizionata che fa compiere dei viaggi d’inferno. “Alcuni giorni fa abbiamo viaggiato ammassati nella seconda e terza carrozza, perché nelle altre l’aria era irrespirabile” puntualizza Daniele, 33 anni, e da 15 pendolare. “Molte volte chiediamo al controllore di poter accendere l’aria, ma la loro risposta è sempre la stessa, spostatevi avanti finchè c’è posto, perché in quella carrozza l’aria non funziona”.
Affollamento, aria condizionata assente, passaggi a livello che si rompono alle prime acque stagionali, insomma sembra che non ci sia nulla che funzioni in questa tratta. “Pensa che alla stazione di Velletri non c’è più neanche l’orologio” afferma un’altro pendolare “forse perché tanto non serve per verificare l’arrivo del treno, tanto sono in perenne ritardo”.
“Ho scritto molte volte a Trenitalia e in due email di risposta da parte loro, ho trovato delle risposte a dir poco ridicole. Per esempio per il ritardo del treno 7204 del 21 Maggio la risposta è stata che è stato causato dal sovraffollamento. La prossima volta avvertiamo la gente di scendere, cosa dobbiamo fare se cominciamo ad essere veramente tanti? Questa è una risposta boomerang” incalza Daniele “se ammettono che c’è troppa gente che viaggia in treno, perché non aumentano le corse o semplicemente le carrozze?”
Domanda alla quale giunge una risposta squisitamente tecnica da alcuni operatori del settore. “La linea per la sua attuale conformazione, stazioni di incrocio, binario unico e, per completare il quadro, necessità di ulteriori sottostazioni elettriche di alimentazione, non permette al momento un ulteriore rafforzamento dei convogli in servizio o un potenziamento delle corse”. Valutazione questa che viene confermata dalla trasformazione di alcune corse della mattina da Roma a Velletri in autoservizio, così da poter garantire maggiore fluidità ai treni che scendono verso la Capitale.
Ma i progetti per potenziare la linea sono previsti da tempo. Primo di tutti una nuova sottostazione elettrica e l’adeguamento di numerosi passaggi a livello. A seguire un piano di interventi per l’adeguamento delle stazioni e la realizzazione di nuovi eventuali punti di incrocio.
Comunque simili i problemi lamentati sulle altre due linee. La Roma-Albano Laziale, 36 corse al giorno, oltre 14000 posti offerti e servita unicamente da Ale801/940, con una percorrenza sui 50 minuti, vede un affollamento medio che si attesta sul 70% nelle ore di punta, e minori problematiche derivanti da passaggi a livello, in numero inferiore rispetto alla linea di Velletri, e dall’alimentazione elettrica, grazie ad un percorso planoaltimetrico più favorevole specie per le corse verso Roma e una lunghezza della linea minore. Maggiori problemi invece si riscontrano nell’acquisto dei titoli di viaggio, difficoltoso presso quasi tutte le stazioni o fermate della linea. E’ una linea con maggiori peculiarità turistiche attraversando alcune zone incontaminate dei Castelli Romani ed il lago di Castelgandolfo.
Delle tre linee del Castelli la Roma-Frascati è quella che presenta caratteristiche più da servizio diretto e da metropolitana. La prima linea ferroviaria del Lazio ad oggi vede in servizio 37 corse esercitate da Ale801/940 nelle ore di punta e dai Minuetto della Provincia di Roma nelle restanti fasce orarie. Lungo la linea viene offerta ogni giorno la disponibilità di trasporto per 14000 persone.
L’affollamento dei mezzi supera l’85%, e rispetto alle altre due linee riesce a garantire un maggior rispetto degli orari grazie alla mancanza di attraversamenti e di fermate intermedie lungo il percorso e alla lunghezza relativamente minima della linea. Attualmente servita con un treno ogni ora, e al termine dei lavori alla stazione di Frascati, con un treno ogni 30 minuti, la linea ha rischiato negli anni scorsi di essere soppressa in quanto considerata, con scarsa lungimiranza, un semplice ramo secco. La rimodulazione degli orari, con il cadenzamento orario dell’offerta e il servizio a spola, ha invece dimostrato l’interesse dell’utenza verso il trasporto su ferro, salvando la linea da un futuro incerto e collegando in circa 30 minuti l’elegante cittadina dei Castelli con la Capitale. IPM - IlPendolareMagazine © www.ilpendolare.it



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