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Il trasporto viaggia sulla preferenziale, ma senza cordoli
(IPM) - 15/09/2008 - 

Cordoli si, cordoli no, cordoli forse. Il grande tormentone dell’Estate romana 2008, in attesa di avere notizie su dove, come e quando verranno rimesse le strisce blu, al centro dell’attenzione sono finiti i cordoli, ovvero i delimitatori di corsia in gomma larghi circa 16 cm che servono ad evitare l’indebita invasione da parte di auto e moto delle corsie preferenziali. La decisione dell’assessore capitolino alla Mobilità, Sergio Marchi, di rimuovere i cordoli dalle corse preferenziali per sostituirli con semplici borchie, ha scatenato, come prevedibile, numerose polemiche, dividendo la città tra favorevoli ai cordoli e contrari, tra chi li reputa utili per difendere le corsie riservate ai mezzi pubblici e chi li reputa solo trappole per auto e moto.      
Questa polemica, tipicamente romana, non è però recente. Già nel 2006 quando l’allora sindaco Veltroni con l’allora assessore alla Mobilità Calamante decisero di installare a protezione di varie corsie preferenziali circa 33 Km di cordoli, tale decisione venne sin da subito contestata dalle varie associazioni di motociclisti per i quali i cordoli costituivano delle vere trappole mortali. E la polemica si è ripetuta ciclicamente ad ogni occasione, specie in occasione di incidenti con protagonisti i mezzi a due ruote. Facile quindi immaginare che i primi ad essere contrari ai cordoli siano proprio i motociclisti, tanto che, in piena campagna elettorale per le comunali, un club romano di motociclisti il Moto Club Yesterbike, associazione di appassionati di moto d'epoca, indirizzò una lettera, ai candidati a sindaco di Roma. I motociclisti chiedevano al futuro sindaco di Roma “la rimozione totale dei pericolosissimi cordoli di gomma che delimitano le corsie preferenziali, perché provocano quotidianamente incidenti ai motociclisti” Secondo i motociclisti “Non si capisce perché una città come Roma, che vede ogni giorno sulle sue strade circa 500.000 motoveicoli di ogni cilindrata, debba far convivere i propri cittadini con questa insidiosissima fonte di pericolo perché i cordoli con il sole frontale radente, di notte e in caso di maltempo, sono scarsamente visibili” Le richieste delle associazioni dei motociclisti sono state ascoltate: il 10 luglio scorso l’Assessore alle Politiche della Mobilità del Comune di Roma, Sergio Marchi, ha autorizzato Trambus ad iniziare i lavori di rimozione dei vecchi cordoli per sostituirli con più comuni borchie. I lavori, iniziati in Via del Tritone ed in Via Veneto, interesseranno successivamente, secondo il programma elaborato da Trambus, le corsie riservate al Tpl di Corso Vittorio Emanuele, via Labicana, via Volturno e Via Salaria. La produzione media, comprensiva quindi di tutte le fasi di lavorazione (dalla rimozione del cordolo, al rifacimento della segnaletica orizzontale eseguita dopo l’installazione delle borchie), si attesta tra i 150 e i 200 metri di corsia al giorno e viene effettuata di notte per limitare al massimo i disagi arrecati alla circolazione. “L’operazione avviata da Trambus permetterà di conseguire importanti risultati per i cittadini, in particolare sotto il profilo della sicurezza stradale” commenta l’assessore comunale alle Politiche della Mobilità, Sergio Marchi. “Come denunciato infatti da più voci in città – aggiunge l’assessore – i vecchi cordoli erano causa di numerosi incidenti, legati tanto alla scarsa visibilità quanto all’elevato grado di deperibilità, a cui gli stessi cordoli erano e sono purtroppo soggetti”. “A tal proposito – ha dichiarato l’ad di Trambus, Adalberto Bertucci – per tutto il periodo necessario alla sostituzione, l’azienda ha organizzato un monitoraggio costante per determinare i servizi di pronto intervento mirati a ristabilire sollecitamente la condizione di sicurezza del manto stradale e ha predisposto un piano di controllo con gli Ausiliari del Traffico all’ingresso delle corsie maggiormente esposte ai danneggiamenti. Dal punto di vista aziendale inoltre, le borchie, essendo equiparate dal nuovo codice della strada alla striscia orizzontale gialla, non necessitano di alcuna autorizzazione per quanto riguarda la rimozione, l’installazione e la manutenzione stessa, rendendo così più semplici e più rapide tutte le operazioni necessarie”

Contro la decisione del Comune si sono da subito schierate le associazioni di utenti del trasporto pubblico che hanno duramente contestato questa scelta. Secondo il CeSMoT “dopo anni di battaglie a difesa delle corsie preferenziali, proprio quando finalmente si era riusciti ad ottenere discreti risultati grazie all'installazione dei cordoli, si vuole fare un grande passo indietro, lasciando di fatto via libera al traffico privato che potrà liberamente invadere le corsie preferenziali”. Parole durissime anche da parte di Assoutenti-Utp che valuta “decisamente imbarazzante ed incomprensibile il comportamento di Trambus, che dopo anni di battaglie a difesa delle corsie  preferenziali ora cede supinamente alle pretese degli invasori".
Anche secondo Assoutenti-Utp "Quello della sicurezza stradale è tutto un pretesto, tanto è vero che nulla si obietta invece su analoghi cordoli che non delimitano spazi del trasporto pubblico, che
forse sono pure di più. Gli spartitraffico di moltissime arterie stradali di Roma (Olimpica, Monti Tiburtini, Baldo degli Ubaldi,  etc), i cordoli di gomma in altri contesti (centro commerciale
Roma Est) non sono oggetto di contestazioni. La verità è che si  vuole la libertà di invadere le corsie preferenziali".
"Ritornare ai mezzi pubblici bloccati nel traffico per le invasioni delle corsie è inaccettabile – ha aggiunto l'Assoutenti –  le strisce gialle non le rispetta nessuno e le borchie neppure, vedi Viale Marconi. Se i cordoli di gomma sono pericolosi, le  borchie sono ancora peggio, non garantiscono la sicurezza dei  motociclisti, specie se indisciplinati, e non impediscono l'invasione delle corsie preferenziali. L'Assoutenti - Utp  chiede l'installazione di cordoli di travertino (come quelli di  viale delle Milizie), molto più sicuri, visibili ed efficaci, anche se più costosi". 
Ad infuocare ancora di più la polemica è stato l’ennesimo incidente che lo scorso 13 Luglio ha visto protagonista suo malgrado un motociclista che dopo aver preso in pieno un cordolo della corsia preferenziale in Via dell’Amba Aradam ha sbattuto contro la banchina dell'autobus ed è morto. Questo evento è stato ovviamente preso ad esempio ed ampiamente strumentalizzato dal fronte anti-cordoli per rimarcare la pericolosità degli stessi e sollecitarne una rapida rimozione, in conformità con quanto annunciato pochi giorni prima dell’Assessore Marchi. Ma sono davvero così pericolosi questi cordoli? O a renderli pericolosi sono i comportamenti spesso poco “ortodossi” degli utenti della strada? Il cordolo di per se non è pericoloso,anzi, l’altezza, il profilo ed il materiale costituente il cordolo sono tali da non creare pericolo né danni ai veicoli pur mantenendo una sufficiente insormontabilità, segnalando efficacemente i limiti della corsia preferenziale. Resta ovvia che è  necessario che venga effettuata opportuna manutenzione e che venga reso ben visibile di notte. Purtroppo a Roma c’è da notare che molti cordoli danneggiati non sono stati sostituiti, creando, di fatto una situazione potenzialmente pericolosa. Ma c’è anche da notare una certa tendenza di automobilisti e motociclisti ad invadere sistematicamente le corsie preferenziali o ad usare le stesse come via di fuga in caso di traffico. In altri paesi europei non servono cordoli,muretti, borchie e simili, basta una semplice linea gialla tracciata per terra a delimitare le corsie preferenziali. Che non vengono invase. Ma allora, forse, prima di tutto, non è una questione di civiltà e rispetto? O anche una questione di culture del trasporto pubblico mentre qui da noi c’è una cultura dell’automobile ed un totale menefreghismo?Certo è che togliendo i cordoli si rischia di instaurare un circolo vizioso: corsie preferenziali sempre più invase, mezzi pubblici sempre più lenti, e la gente che avrà sempre più una scusa per dire che il mezzo pubblico è inefficiente e che è meglio andare in automobile. Con conseguente aumento del traffico. Ovvero, la paralisi della mobilità.
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