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Editoriale -
Il tram a Roma. Lo chiamiamo "Ricordo" o "Desiderio"
(IPM) - 14/02/2007 - 

La prima linea tranviaria romana, all'epoca a trazione animale, fu attivata il 2 agosto del 1877 lungo la via Flaminia, da piazza del Popolo fino all'imbocco di Ponte Milvio. Il 19 settembre 1894 è aperto l'esercizio della prima linea a trazione elettrica, e negli anni seguenti tutta la rete viene elettrificata. Il 29 febbraio 1906 invece il primo tram elettrico prende servizio sulla linea Roma-Grottaferrata-Frascati, inaugurando la storia delle tramvie extraurbane capitoline.
Il tram era snob, era per i signori, il tram rappresentava il progresso, la stessa città cresceva unicamente dove, se e perchè la sua rete tranviaria si espandeva. I tram romani divennero protagonisti di grandi innovazioni e precursori di grandi novità, ma nonostante tutto questo negli anni '30 qualcuno, che credeva molto nel futuro, decretò di estirpare i rugginosi e sferraglianti tram dal centro di Roma.
Invece non riuscì una riforma dei trasporti nè una guerra a mettere in ginocchio il trasporto tramviario nella capitale, anzi, furono proprio quei rugginosi e sferraglianti tram a permettere alla città di rinascere.
Nel 1957 la rete tranviaria romana urbana, insieme alla sua espansione extraurbana dei castelli romani, rappresentava una delle più estese e maggiormente servita d'Europa. I tram di Roma sono stati inoltre protagonisti degli spezzoni più belli, divertenti e drammatici del grande cinema italiano, protagonisti della rinascita e del boom economico. Testimoni silenziosi del loro stesso declino.
Per una stupida ottusità politica, in una città che cresceva e richiedeva ben altre esigenze di mobilità, unito allo scarso interesse nell'investire in un mezzo di trasporto che si era oramai trasformato in operaio e di periferia, i tram della capitale e la rete castelli vengono inesorabilmente sostituiti da anonimi autobus che finiscono travolti dal caotico crescente traffico cittadino.
Dal 1960 in poi Roma viene a perdere la sua risorsa, salvaguardata unicamente dove un semplice autobus non era capace di sostenere la domanda di una città che continuava a crescere.
Roma adesso credeva e aspettava solo la metropolitana. Una panacea che con il passare degli anni ha dimostrato limiti e potenzialità inespresse.
Alla fine degli anni '80 qualcuno si accorse che a Roma, nonostante tutto, continuavano ad esistere i tram, e forse, era cosa buona e giusta voler riproporre, riscoprire e rivalutare questo storico mezzo di trasporto.
Dopo quasi un secolo di storia, all'improvviso si decide di investire, di rinnovare, di potenziare. Si progettano nuove linee, si incomincia a parlare di sistema a rete, il tram non è più una parte a se stante del servizio urbano, ma si propone di renderlo motore del sistema. Il tram si pianifica e si progetta di pari passo con la metropolitana, diventano supplemento e complemento l'uno dell'altro. Si vuole investire sul servizio tramviario perchè si inizia a parlare di ambiente, ecologia, e lui rappresenta il vettore ecologico per eccellenza. E con una rete più estesa potrebbe già nel giro di pochi anni migliorare la qualità del trasporto pubblico a Roma, innestare un circolo vizioso, attraverso il quale con un servizio efficente, si possa calamitare chi oggi si muove con la macchina ad utilizzare il trasporto pubblico.
Si vuole prendere esempio dalla Germania, dove le linee tranviarie vengono potenziate e trasformate in metropolitane leggere e da Parigi, dove in pochi anni è stata ricreata partendo dal nulla una nuova rete urbana di tram integrata con la metropolitana.
Il tram torna a Roma. Ha un futuro, un grande futuro nella mobilità della grande città. Grandi progetti, si vuole ritornare allo splendore di un tempo. Tram moderni, si, ma eredi di una grandissima storia. 
Di un passato storico e glorioso ne rimane solo un offuscato ricordo, di quel futuro tanto proclamato e tanto promesso ad oggi rimane solo un desiderio.

Un tram da chiamare Ricordo o Desiderio?

IPM - IlPendolareMagazine © www.ilpendolare.it



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