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Gli interventi per la riqualificazione di via Nazionale e l'incognita tram
(IPM) - 15/04/2008 - 

Presentati dal commissario straordinario del Comune di Roma, Mario Morcone, come “un intervento impossibile da rinviare perchè importante per la città”, i lavori di riqualificazione del sottosuolo e del manto stradale di via Nazionale tardano a partire.
Previsto per il 26 marzo il loro inizio, ad oggi nessun cantiere è stato effettivamente attivato, soltanto cartelli di avviso a preannunciare uno stravolgimento per la via cuore della capitale.
Con un costo complessivo di circa 6,5 milioni di euro e l’impiego di oltre 60 persone tra operai e tecnici, sono due le fasi di lavoro previste.
La prima, così come programmata dal Dipartimento XII del comune di Roma, riguarda il rinnovamento del sottosuolo. L’interesse primario è volto alla riqualificazione delle gallerie dei pubblici servizi sotterranei costruite nei primi anni del Novecento. Oramai eccessivamente usurate e pieni di cavi e tubazioni, questi passaggi del sottosuolo non risultano più funzionali ad eventuali interventi di manutenzione in caso di guasto.
Lo scopo prefissato con questa prima fase di interventi è la costruzione di 18 nuove camere di controllo, ognuna di 4 metri per 4, che possano consentire un accesso facilitato e tecnologico alle suddette gallerie di servizi. Attraverso la razionalizzazione, sarà possibile ricollocare le reti. In tal modo, ogni futuro intervento di riparazione non implicherà l’apertura di scavi sulla strada ristrutturata.
Durante i lavori, ogni giorno, dalle 7,30 alle 21,30 saranno messi in opera quattro micro-cantieri. Il primo tratto occuperà, per circa 40 giorni, la parte di via Nazionale che si estende tra piazza Esedra e via delle 4 Fontane. Chiuse al traffico, in questo arco di tempo, le strade trasversali di via Torino, via Firenze e via Napoli; successivamente, le altre parti della strada fino a via IV Novembre, dove i lavori saranno eseguiti nel corso dell’estate al fine di evitare ulteriori disagi alla circolazione. Lecita, in questa direzione, la preoccupazione del Comandante dei Vigili Urbani Angelo Giuliani, in quanto: “via Nazionale è un asse viario vitale e nei primi giorni di lavori ci aspettiamo fortissimi problemi”.
Variazioni notevoli sul traffico locale. Durante i sei mesi di intervento previsti, sarà consentito l’accesso a via Nazionale unicamente ad autobus e taxi, ai veicoli di emergenza e in servizio presso la Questura e i mezzi dell’Ama. Di contro ai mezzi per carico-scarico merci sarà consentito raggiungere gli esercizi commerciali esclusivamente nelle ore prestabilite, dalle 7 alle 10, sostando nelle traverse. Deviato su via XX Settembre, via del Quirinale, via Cavour e via De Pretis, il traffico privato ed i bus turistici.
Avvenuta la riqualificazione del sottosuolo con la riqualificazione delle gallerie, la seconda fase di lavoro riguarderà il rifacimento del manto stradale. Allo stato attuale, l’intervento prevede la sostituzione degli storici sampietrini con l’asfalto. Morcone precisa però che tale scelta non pregiudica le future decisioni della giunta comunale che andrà ad insediarsi dopo le elezioni. Alla prossima amministrazione, dunque, la totale libertà di modifica del progetto. La pavimentazione stradale verrà, infatti, rifatta soltanto a giugno. Sarà drenante e fono-assorbente, mentre i sampietrini, in porfido rosso, rimarranno ma soltanto ai margini dei marciapiedi, sui passi carrabili, sul piazzale davanti al Palaexpo e sulla rotatoria di largo Magnanapoli. La scelta di dire addio, almeno in parte, al selciato storico di via Nazionale nasce da uno studio sul campo effettuato da un’apposita commissione comunale, dal quale è emerso che è 500 il numero massimo di autobus che in un giorno, può sopportare la pavimentazione di sampietrini.
In realtà, ogni giorno, i mezzi pubblici lungo via Nazionale sono 1850, escludendo le auto private. Con l’assetto urbanistico progettato sarà, invece, possibile ridurre i disagi per gli automobilisti e i motociclisti, abbassare il rumore da traffico ed eliminare le vibrazioni a danno dei fabbricati.
Restano, poi, due le sfide da vincere: un minor inquinamento ambientale ed un minore inquinamento acustico. La soluzione è il ritorno del tram 8 su via Nazionale. Il tram “Desiderio”, che ha corso l’ultima volta nel lontano 1929, potrebbe ritornare ad attraversare il cuore della Città Eterna. A sostenerne la causa, Atac e Legambiente. Il progetto preliminare, per portare fino alla stazione Termini la linea 8 che collega Casaletto a largo Argentina, nasce con Atac nel 2003. Prolungamento dei binari collocati a centro carreggiata di oltre 2 Km ed uso della rete aerea per l’alimentazion, con rilevanti benefici economici e ambientali. Scartata l’ipotesi di un terzo binario, secondo l’esperienza Bordeaux, perché troppo costosa e poco idonea alla situazione italiana, con il tram su via Nazionale sarà possibile un notevole miglioramento dell’intera rete di trasporto con un costo complessivo di circa 50 milioni di euro.
Il progetto prevede inoltre la realizzazione a Termini del nuovo capolinea tranviario realizzando un nodo primario di collegamento con le linee bus e metro e le Fs con una conseguente diminuzione del flusso di autobus su via Nazionale. Proprio a tal proposito, secondo stime Atac, il traffico giornaliero sulla suddetta strada si aggira intorno ai 18 mila passaggi. Con il ritorno del tram 8 sarebbe possibile contenere di quasi il 70% l’emissione di sostanze inquinanti. Forti vantaggi anche per il traffico privato: la razionalizzazione degli spazi per carico-scarico merci comporterebbe una notevole riduzione degli ingorghi.
Riorganizzazione del servizio dei bus? Introduzione del tram? Asfalto in via Nazionale al posto dei sampietrini?
Al nuovo sindaco l’ardua sentenza!

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