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Turismo -
Da Domodossola a Locarno con i treni della Vigezzina e delle Centovalli
(IPM) - 15/07/2008 - 

Siamo ormai in piena estate ed è tempo di viaggi e di vacanze. Per sfuggire all’afa ed al caldo torrido che come una morsa stringono le grandi città non c’è nulla di meglio che programmare una rilassante gita in montagna. Il nostro viaggio ci porta alla scoperta di una caratteristica ferrovia internazionale elettrica a scartamento metrico la Domodossola – Locarno, familiarmente chiamata Vigezzina in Italia e Centovallina in Svizzera, che, dal 1923, collega la Val d’Ossola al Lago Maggiore, ricamando il suo tracciato lungo i boschi e i paesi della Valle Vigezzo italiana e delle Centovalli svizzere, in un incantevole contesto ambientale e paesaggistico. Nata grazie all’impulso imprenditoriale che caratterizzò l’inizio del XX secolo, la ferrovia vide le sue premesse nelle comuni e tenaci iniziative delle confinanti comunità ticinesi e vigezzine: da parte svizzera era forte la necessità di collegare il Canton Ticino con la Svizzera romanda, Berna e l’Oberland bernese, mentre da parte italiana prevaleva l’esigenza di superare l’isolamento della Valle Vigezzo per contribuire al suo progresso sociale ed economico.
Il viaggio proposto è realizzabile anche in una sola giornata, specialmente partendo da Milano o da Torino, ma anche partendo da Roma è possibile programmare una andata e ritorno in giornata, a patto di mettere in programma di passare diverse ore sul treno. Il consiglio è quindi, se possibile, di dedicare almeno un week ned a questa incantevole ferrovia. Scesi dal treno nella stazione RFI di Domodossola, prima di prendere il treno per Locarno, la cui stazione è situata sotto la stazione RFI, se si ha tempo a disposizione, merita una visita approfondita la città di Domodossola,nel cui centro storico troviamo la collegiata dei SS Gervasio e Protasio, in cui si custodisce la preziosa pala di Tanzio da Varallo dedicata a San Carlo, il seicentesco Palazzo Silva e la pittoresca Piazza del Mercato, tipico esempio di urbanistica ed architettura ossolana. Tornati in stazione è tempo di salire sui caratteristici treni bianchi e blu e di intraprendere il nostro viaggio. Trattandosi di una ferrovia internazionale, se si vuole effettuare l’intero percorso occorre avere con se un documento d’identità valido per l’espatrio. Lasciata Domodossola la prima stazione che s’incontra è Masera, posta all’imbocco della Val Vigezzo, famosa per l’antico oratorio di S.Abbondio eretto su di uno scoglio e caratteristica per il suo campanile romanico del secolo XI. Dopo Masera il trenino inizia la sua salita, si superano in sequenza le stazioni di Trontano, Verigo, Marone e Coimo. Siamo nel territorio del comune di Druogno, meta preferita per gli appassionati di sport invernali. Dopo la stazione di Buttogno si arriva a Santa Maria Maggiore, famosa per aver dato i natali a Giovanni Maria Farina, l’inventore dell’Acqua di Colonia. Nei pressi della stazione fa bella mostra di se la Xe 2/4 4, elettromotrice del 1904 proveniente dalle tranvie del Reno che, dopo aver prestato servizio sulla tratta svizzera della Vigezzina venne utilizzata come veicolo di servizio dalla SSIF e, dal 1998 monumentata nella stazione di S. Maria Maggiore, che, con i suoi 840 m s.l.m. rappresenta il punto più alto della linea. Ora inizia la discesa verso la Svizzera, sempre attraverso splendide vallate e spettacolari viadotti. Dopo aver superato Prestinone,Zornasco, Malesco e Villette si arriva a Re, ridente cittadina posta a 600 m s.l.m. famosa per il Santuario della Madonna del Sangue. Siamo a soli 7 Km dalla frontiera con la Svizzera, posta nella frazione di Ribellasca. Dopo le formalità doganali si entra in Svizzera, nel territorio delle “centovalli” in pieno Canton Ticino, zona dominata da due alte catene montuose. Il nostro viaggio è giunto quasi al termine, si supera Intragna, famosa per avere il Campanile più alto di tutto il Canton Ticino, Casigliano, Ponte Brolla, dove fino agli anni ’60 si diramava la “ferrovia della valmaggina”che collegava Locarno con Bignasco. Giunti al termine del nostro viaggio, durato quasi 2 ore attraverso boschi di faggi e castagni, altopiani erbosi, montagne selvagge, vecchi alpeggi abbandonati e paesi silenziosi, vale la pena di fare una sosta e visitare la città di Locarno. Da vedere sono le Vestigia del castello visconteo (XIII-XV secolo), contraddistinte da mura merlate a coda di rondine. All’interno del castello troviamo il museo civico e archeologico, rinomato soprattutto per la sua collezione di vetri romani (I-IV secolo); a questa sezione si affiancano sale riservate alla preistoria (XIII-I secolo a.C.), all'artigianato apulo (IV-I secolo a.C.), alla numismatica romana e preromana, ma anche a costumi e porcellane del XVIII secolo;la Casa Rusca, che ospita la pinacoteca civica dove sono conservate tele di Jean e Marguerite Arp, il lascito Nesto Jacometti, la donazione Giovanni Bianconi, la donazione Rudolf Mumprecht, la donazione Emilio Maria Beretta ed una collezione di tele del locarnese Filippo Franzoni (1857-1911), ragguardevole esponente del movimento detto della scapigliatura;la Chiesa di San Giovanni Battista ed il Santuario della Madonna del Sasso che dall’alto domina la città, raggiungibile con una comoda e caratteristica funicolare. Gli appassionati di botanica, invece, non possono mancare di fare visita al Parco delle Camelie, realizzato di recente, mentre, lungo le rive del fiume Maggia e del torrente Melezza, troviamo l’astrovia: un tracciato di oltre 6 Km che rappresenta il nostro sistema solare in scala 1 a un miliardo. Anche i cinefili troveranno in Locarno la loro meta ideale:nel mese di Agosto vi si svolge, infatti, un’importante rassegna internazionale di cinema. Da Locarno si può scegliere se tornare in Italia sempre con la Vigezzina, magari utilizzando il nuovo treno panoramico “Vigezzo Vision” , un piccolo gioiello di tecnologia e comfort di viaggio prodotto dal Consorzio italiano CORIFER, dai cui ampi finestrini laterali inclinati, ideati per aumentare l’angolo di visuale del passeggero, è possibile immergersi totalmente nel paesaggio. Per l’accesso al treno panoramico è richiesto però un supplmento di € 1,50 (2 Franchi Sv). Oppure è possibile utilizzare i treni delle Ferrovie Federali Svizzere per raggiungere Bellinzona e quindi l’Italia attraverso il transito di Chiasso. La Vigezzina però offre ulteriori soluzioni di viaggio, senza dover necessariamente raggiungere Locarno. Gli appassionati di trekking, infatti, troveranno proprio nella Vigezzina una ideale compagna di viaggio: dalle sue stazioni intermedie è possibile scendere dal treno per lunghe e riposanti passeggiate tra i boschi.
Anche i biker troveranno nella ferrovia una compagna di viaggio: nella stazione di Camedo è possibile infatti noleggiare una bicicletta per un percorso di 12 Km tra valli, scorci mozzafiato e piccoli villaggi lungo lo splendido panorama della statale cantonale fino a Ponte Brolla, dove è possibile lasciare la bicicletta e riprendere il treno.
Per chi invece giunto a Locarno, dopo aver visitato la cittadina volesse coniugare la bellezza delle valli alpine con la dolcezza del Lago Maggiore, può utilizzare i battelli per navigare attraverso il Lago Maggiore, ammirandone le isole Borromee, i castelli di Cannero, le isole di Brissago le rive affascinanti con pittoreschi paesi e cittadine come Stresa ed Ascona.
Per ulteriori informazioni sui prezzi ed i pacchetti turistici offerti è possibile consultare il sito http://www.centovalli.ch

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